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La FIA non ha cambiato in corsa le regole sul track limit

La questione track limit alla curva 4 è stato un argomento scottante della gara in Bahrain ma nonostante molti punti interrogativi su come i piloti abbiano interpretato le regole, il direttore di corsa Michael Masi afferma che i piloti erano stati informati durante il fine settimana sul comportamento da tenere alla curva 4.

Durante la gara Hamilton è stato avvisato via radio dal muretto di non oltrepassare la linea bianca della curva 4, cosa che il pilota inglese faceva quasi ad ogni giro. Questa manovra, secondo Chris Horner, team principal Red Bull, avrebbe dato ad Hamilton un vantaggio di 2 decimi ad ogni giro.

Sia nelle prove libere che nelle qualifiche, se si usciva con la monoposto dal cordolo il tempo sul giro veniva cancellato, ma secondo le note dei direttori di gara, non ci sarebbero stati provvedimenti in gara. Allora perchè i commissari hanno puntato il dito contro Hamilton durante la gara se avesse continuato ad uscire con la monoposto ad ogni giro?

Masi spiega la situazione: “Per quanto riguarda la tolleranza data ai piloti che corrono al di fuori dei limiti della pista durante la gara, è stato detto molto chiaramente nella riunione dei piloti e nelle note che non sarebbe stato monitorato per quanto riguarda la definizione del tempo sul giro. Tuttavia è e sarà sempre monitorato in conformità al regolamento sportivo. Non deve essere acquisito un vantaggio duraturo”.

“E durante la gara non è cambiato nulla”, ha aggiunto. Masi “Avevamo due persone che guardavano cosa succedeva nella curva 4 ad ogni giro e quasi tutti hanno rispettato la regola, salvo qualche monoposto che ogni tanto usciva.”

Masi ha anche risposto alle domande sul perché, quando Max Verstappen della Red Bull aveva superato Hamilton all’esterno della Curva 4, aveva dovuto ridare la posizione ad Hamilton.

“Abbiamo dato subito indicazioni alla Red Bull di lasciare la posizione guadagnata con il sorpasso su Hamilton, come indicato dal regolamento sportivo. Non era per aver superato i limiti della pista, ma per aver ottenuto un vantaggio duraturo superando un’altra auto fuori dalla pista”

Non è la prima volta che la questione dei track limit solleva un polverone e non è la prima volta che le regole della FIA siano interpretate secondo come tira il vento o chi ne trae vantaggio/svantaggio in pista. La cosa assurda rimane quella di continuare ad utilizzare cemento o asfalto nelle vie di fuga, quando basterebbero un paio di metri di sabbia o ghiaia subito dopo il cordolo per creare un limite della pista naturale, sconveniente da superare e senza bisogno di avere un equipe di commissari pronti a vigilare su eventuali guadagni dei piloti.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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