Renault Arkana. La filiale italiana della casa francese gioca spesso con i termini della mostra lingua per trovare un modo efficace affiche si possa percepire con un solo termine l’obiettivo che ci si pone con il modello che lancia sul mercato.

Per l’Arkana è stato coniato il termine SUVversivo. Un vocabolo che mostra la chiara volontà di Renault di portare alla portata del grande pubblico un concetto di vettura fino ad oggi riservato alla produzione premium. Il SUV sportivo coupè a quattro porte a baricentro alto.
A dire il vero, parlando dell’alleanza Renautl-Nissan-Mitsubishi c’è già una vettura che ha provato a portare il concetto di SUV sportivo alla portata di una fascia maggiore di automobilisti. La Mitsubishi con la Eclipse Cross. La cugina lontana orientale, purtroppo, non ha avuto per ovvi motivi di penetrazione sul mercato, il successo che si sperava. Alla Renault Arkana dovrebbe andare decisamente meglio.
A prescindere dallo sgargiante colore arancione, molto bello, lo stile è decisamente equilibrato e dinamico. Muso imponente, ma soprattutto coda sfuggente. I britannici amano definire questo tipo di auto, hatch back.

La piattaforma tecnica è quella della CMF-B che ha dato vita alla gamma Clio e Captur. Ci sono alcune differenza come la lunghezza dello sbalzo posteriore e la dinamica del tetto. Due soluzioni che determinano un design dinamicamente piacevole e ben equilibrato.
Anche gli interni sono caratterizzati da un nuovo stile. Gli inserti sportivi per la plancia con motivi rossi per le modanature confermano la volontà di offrire un abitacolo che punta sull’emozione e la sportività.
I componenti sono formati da materiali di tipo morbido per la parte superiore della plancia. Purtroppo ci si aspettava di trovare la stessa cura per la zona inferiore soprattutto intorno alle leva del cambio. Se si decide di andare a fare concorrenza alle vetture di tipo premium alcuni dettagli devono essere curati.

La strumentazione composta da uno schermo di dimensioni generose completo e personalizzabile. A seconda della modalità utilizzata del Multis-sense mostra una diversa tipologia di informazioni. Molto apprezzato il livello di potenza e coppia utilizzata dal motore.
Al centro della plancia lo schermo verticale del sistema multimediale. Un sistema già noto che conferma tutte le sue doti di completezza e di facilità di utilizzo anche compatibile con le app di Android e Apple car pay. Utilissimo il sistema per la ricarica wireless del cellulare con un comodo appoggio davanti alla leva del cambio.
La scelta di puntare sulla tecnologia E-Tech full hybrid in alternativa al turbo benzina oggetto della prova, ha consentito di tenere basso il piano di seduta posteriore per consentire di ospitare tre passeggeri. C’è spazio abbondante sia per le gambe, che per le spalle ma soprattutto per la testa nonostante la linea decrescente del tetto.

Lo sbalzo posteriore maggiorato permette di disporre di un bagagliaio superiore a 500 litri che può contare su un comodo portellone per facilitare l’accesso dei bagagli. Il tracciato che ha scelto Renault Italia per il test drive si articola sulle colline della provincia di Viterbo. Strade stupende se non fosse che alcune sono state declassate da provinciale a mulattiera.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere. La strada dissestata ha consentito di apprezzare la rigidezza della nuova scocca. Non ci sono scossoni o vibrazioni. Anche la rumorosità delle sospensioni viene ampiamente filtrata. Solo la rumorosità del motore viene percepita quando sale di giri, ma essendo un quattro cilindri non è poi così male.
A proposito di motore. Si tratta del 4 cilindri 1.3 litri turbo benzina dell’alleanza. Un propulsore che abbiamo avuto modo di apprezzare già su Clio e Captur. Sulla Arkana eroga una potenza intermedia con 140cv e 260Nm di coppia a 1750 giri/min, abbinato ad una tecnologia micro-hybrid a 12v.

Un propulsore che conferma le sue ottime doti di elasticità. Pieno nella zona bassa, senza ritardo evidente. Riesce a dare il meglio nella parte intermedia dei giri, perdendo un po di mordente nella zona alta. Il sistema micro-ibrido, fa sentire la sua azione nei primi istanti nel momento della partenza da fermo. Ma la potenza del sistema è troppo piccola perché possa realmente influenzare le prestazioni. In effetti la spinta iniziale si affievolisce subito prima che la turbina faccia sentire la sua azione.
Anche il cambio è una vecchia conoscenza. Si tratta del noto doppia frizione a sette marce. Un comando fluido e piacevole. Si può usare in modalità manuale, ma a dire la verità, tale utilizzo è utile solo quando si intende salire con le marce piuttosto che in scalata.

Le curve non mancano. L’Arkana fin dai primi metri promette di confermare le buone impressioni di guida già percepite quando abbiamo provato Clio e Captur. Il multisense ha le tre solite opzioni delle modalità di guida. Eco, My-Sense, una sorta di opzione tuttofare, e poi Sport. In questo caso la risposta di acceleratore e sterzo migliora nettamente.
In tutta sincerità proprio lo sterzo appare decisamente piacevole da usare fin dai primi metri indipendentemente dalla modalità di guida selezionata. Un comando consistente, non troppo morbido alle basse velocità che diventa più preciso all’aumentare del ritmo.
L’inserimento in curva è rapido e progressivo. Per quando si possa pensare, le dimensioni contano eccome in campo automotive. La stessa piattaforma tecnica CMF-B, nel caso della Arkana ha uno sbalzo posteriore maggiore, ed un tetto con un andamento del lunotto verso in centro.

Due elementi che cambiano la posizione del baricentro della vettura. L’Arkana oltre ad avere un avantreno preciso, possiede anche un retrotreno decisamente collaborativo e reattivo. Si può entrare in curva tenendo la frenata fin al punto di corda per poi dare gas addirittura in anticipo senza generare il minimo sottosterzo.
In effetti più la si guida, più passano le curve, più si sente la mancanza di quei 20cv in più che avrà la prossima versione con lo stesso motore più potente. L’Arkana non ha una versione diesel. Ma in compenso c’è già disponibile una motorizzazione full hybrid E-Tech. Si tratta del sistema che equipaggia la Clio senza ricarica esterna. Dopo averla guidata per le colline laziali, si comprende meglio la scelta dei tecnici francesi di usare la versione full hybrid.
La batteria pesa, e la sua posizione determinerebbe una diverso posizionamento del baricentro. Se su Captur una batteria più grande non ha cambiato la dinamica di guida, su una vettura con uno sbalzo posteriore più massiccio potrebbe avere delle ripercussioni sulla dinamica.

Il sistema è dotato di 145cv e garantisce consumi in linea con una motorizzazione diesel con un valore di 5.0 litri/100km. A proposito di consumi, la versione da 140cv turbo benzina micro ibrida in prova ha fatto registrare valori diversi a seconda della modalità e lo stile di guida adottato.
Si può fa registrare un buon 7.0 litri/100km se si fa uso smodato della funzione Sport, oppure tenere molto bassi i consumi sfruttando il veleggiamento, la funzione Eco e lo start&stop aumentato per far registrare un buon 5,8litri/100km.
Due le versioni disponibili. La Intens e la ben equipaggiata R.S Line, oggetto della prova. La dotazione di sicurezza è di ottimo livello con i sistemi ADAS di secondo livello. La guida assistita è molto ben calibrata ed agevola la guida in tutta sicurezza senza diventare troppo invadente.

Il prezzo varia da 33.150 euro a cui va aggiunta solo la bella vernice metallizzata. Un prezzo tutto sommato conveniente se si tiene conto la concorrenza premium con lo stesso stile.
In conclusione. Arkana è una bella SUV dalla linea decisa che piacerà a chi vuole un mezzo a ruote alte ma capace di fare la differenza rispetto alla massa. La dotazione è buona in rapporto al prezzo e la dinamica è veramente piacevole.
Resta da completare una gamma con la motorizzazione più potente in arrivo a settembre e magari una versione RS, vera, non solo una linea di stile, con una motorizzazione che attiri automobilisti provenienti dalla fascia premium del mercato.
Daniele Amore
