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F1: La gestione gomme è il tallone di Achille della RedBull.

La RedBull ha fatto passi da gigante rispetto alla passata stagione. La RB16-B è sicuramente più veloce della Mercedes in qualifica, fatta eccezione per la presenza di Lewis Hamilton.

Rimane ancora un tallone di Achille. Proprio la sua velocità sul giro secco mette in netta difficoltà la monoposto nella gestione gomme sulla lunga distanza. E si sa le gare si vincono alla domenica non al Sabato.

I tecnici Mercedes come Andrew Shovlin, lo hanno capito. Sanno come sfruttare una chiara debolezza del nemico, potendo contare sulla classe del campione del mondo per compensare in qualifica. In fondo, male che vada, si parte secondi e non è detto che sia così male considerando la delicatezza della monoposto tedesca nelle lunghe distanze.

Esaminando approfonditamente il comportamento della W12, Hamilton riusciva a stare per molti giri attaccato agli scarichi di Verstappen senza rovinare le gomme più di tanto. Non aveva quel guizzo in trazione alla variante finale per attaccare la RedBull dell’olandese ma è rimasto per tanto tempo alle sue spalle senza rovinare portando il passo della monoposto davanti senza problemi.

Una condizione che ha consentito al muretto box di optare per una strategia aggressiva mettendo Hamilton nella condizione migliore di pista libera per gestire passo e gomme al meglio. Verstappen invece anche viaggiando a pista libera con aria pulita, ha dovuto gestire le gomme sia nella fase in cui Hamilton lo inseguiva per poi distruggerle nel tentativo di resistere al sorpasso.

Un vantaggio di non poco conto per il muretto Mercedes nella gestione della gara Gli strateghi possono decidere di mettere pressione, gestire le gomme a distanza, cambiare il numero delle soste, con un ventaglio di scelte con più strategie possibili. Insomma possono permettersi di giocare al Gatto con il Topo!

Dal canto suo Chris Horner sembra essere ottimista. Il team Principal della RedBull conosce benissimo i progressi compiuti dalla sua monoposto. Questi sono innegabili e sotto gli occhi di tutti, ma conosce anche gli evidenti limiti.

Alla luce di quanto accaduto in queste prime quattro gare, forse, appare leggermente eccessivo il suo ottimismo. Se i suoi tecnici non intervengono sulla monoposto per migliorare la gestione gomme, la sola velocità sul giro secco non ha senso. Contrastare un team così forte come la Mercedes, con al volante il miglior pilota del mondo, con un punto debole così evidente è veramente dura se non impossibile. Senza sviluppare la macchine per porre rimedio a breve termine si potrà lottare per qualche vittoria ma non per il titolo mondiale.

Se al muretto RedBull sperano che in 23 gran premi ci siano abbastanza piste, tali da poter bilanciare la prestazione limitando il problema della gestione gomme in gara allora la speranza di Verstappen di battere Hamilton sulla lunga durata è solo una futile speranza.

Daniele Amore

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