I leader, nelle difficoltà, prendono in mano il team ed impongono le loro scelte.
Se Lewis Hamilton non si prende i galloni di capitano e non fa capire al muretto box della Mercedes cosa vuole e come lo vuole non si lotta contro Verstappen. Il sette volte campione britannico deve convincere il team, ad ascoltarlo visto che non ci capiscono nulla manco loro o la resa vita nel Gp di Francia vale per tutto il campionato.
Dal canto suo, l’olandese ormai conosce bene la forza della sua monoposto, del suo team. Verstappen sa benissimo che può permettersi qualche errore avendo la possibilità di recuperare in gara. In più può contare su una seconda guida che sa fare bene il suo lavoro.
La battaglia per i posti di rincalzo vede la Ferrari sprofondare di nuovo nel baratro. Non è che avevamo festeggiato i risultati dalle scorse pagelle di Monaco e Baku, ma qui non si tratta del passo del gambero. Arrivare dietro l’Alfa Romeo è un passo indietro al livello bradipo. Dare colpa alle Pirelli, suona come un’arrampicata sugli specchi. Gli altri hanno capito, McLaren, Aston Martin, Alfa Tauri, perfino Alfa Romeo e forse Haas, sono molto più avanti nella comprensione delle gomme.
Max Verstappen 10: Si trova nella condizione di grazia per cui si rende conto che anche un errore può essere recuperato. Una condizione mentale che esalta il suo talento e gli consente di consolidare la testa del mondiale.
Lando Norris 9: Una splendida prestazione in gara che recupera qualche difficoltà sul giro secco. Ottimo passo, intelligente dal punto di vista tattico, e leader nel team. Una certezza per il team di Woking.
Daniel Ricciardo 8: La McLaren in gara ha un buon passo. Riesce per una scelta tattica del team anche a restare davanti al giovane veloce compagno, ma il team lo relega a seconda guida per meriti sul campo. Un quinto posto che è fondamentale per il campionato. Il suo apporto sarà fondamentale.
Sergio Perez 7: La perfetta seconda guida. Riesce a battere Bottas, conquista il podio che consolida il vantaggio di RedBull nel campionato costruttori. Semplicemente perfetto, alla giusta distanza in campionato dal capitano.
Lewis Hamilton 6: Doveva imporre la sua tattica. I leader lo fanno quando il team è in difficoltà. Invece non ha manco resistito a Verstappen. Una resa quasi incondizionata. Brutto segno per il mondiale vedere il campione del mondo in carica perdere senza combattere.
Valtteri Bottas 5: Tutto ciò che una seconda guida non deve essere. Anzi tutto ciò che un pilota che guida una Mercedes non deve essere. Un calvario, la sua stagione. Un incubo da cui non riesce più a venire fuori.
Pierre Gasly 6: Una gara onesta. La prestazione della sua Alfa Tauri è ormai consolidata. Quindi arrivare alle spalle delle due McLaren con l’assenza del rivale diretto Sainz, significa che qualcosa è andato storto. Che sia la strategia o il passo gara, poteva arrivare più avanti. Non è più il tempo di accontentarsi, si deve sfruttare al meglio la macchina quando su può.
Fernando Alonso 6: La parte buona dell’Alpine è il campione spagnolo. E’ arrivato un ritardo, ma sta facendo la differenza. Per come è andata la monoposto poteva anche finire molto male fuori dai punti. Ma la proverbiale sagacia tattica e la capacità di utilizzare le gomme lo tengono a galla nella zona punti.
Sebastian Vettel 6: Ormai è salito in cattedra come capitano del team. Sfrutta bene le gomme, il muretto box lo sa bene e conta su di lui per conquistare punti importanti. Riesce a mettersi dietro il figlio del capo, cosa che lo pone come punto di riferimenti in seno al team inglese.
Lance Stroll 6: Segue le orme del capitano. Le gomme hanno retto, la strategia era buona ed il passo pure. Se si allinea alle prestazioni di Vettel sia lui che il team cresceranno.
Carlos Sainz 4: Buona la qualifica, pessima la gara. Non è colpa sua. Se nemmeno lui che è dolce sulle gomme è riuscito a capirci nulla dell’usura Pirelli è un grosso guaio a Maranello.
Charles Leclerc 4: Il monegasco non è pervenuto. Lento per tutto il week end. La gara non poteva concludersi peggio che come è iniziata.
I bibitari 10: Hanno capito che per battere la Mercedes devono picchiare forte anche quando il nemico è all’angolo ed in difficoltà. Una tattica che sta pagando.
I crucchi 5: Sono in difficoltà. La macchina non è competitiva, il team non sa che fare e come sviluppare gli assetti. I piloti sono in difficoltà, ma soprattutto si cercano soluzioni limite in modo scomposto. Il mondiale è lungo, ma nemmeno la loro capacità di recupero può garantire un recupero tanto veloce nei confronti della RedBull.
La banda Binotto -1: Siamo tornati ai voti negativi. Come la passata stagione, peggio della passata stagione. Davanti a Leclerc c’era anche l’Alfa Romeo di Giovinazzi. La speranza è che si tratti di un problema di set up. Se la macchina ha questo problema di gestione gomme e non si può risolvere con lo stop allo sviluppo, allora le cose potrebbero anche peggiorare. Non si tratta del terzo posto nel mondiale costruttori, ci sono Alfa Tauri, Aston Martin che fanno punti.
