Pubblicità

La Mercedes di Valtteri Bottas vince il Gran Premio di Turchia, sedicesima prova del Mondiale di Formula 1. Il finlandese mette a frutto nel migliore dei modi la possibilità di partire dalla pole position lasciata da Lewis Hamilton che partiva undicesimo per una penalizzazione a causa della sostituzione di alcuni componenti della power unit.

Bottas parte bene nonostante la pista resa viscida dalla pioggia. Alle sue spalle Max Verstappen a cui basta arrivare secondo per riconquistate la prima posizione nel mondiale di formula 1. Completa il podio per la RedBull che festeggiava la ricorrenza della prima storica vittoria in Messico nel 1965 per la Honda con il terzo posto di Sergio Perez.  

La gara sul tracciato di Istambul, ha visto Valtteri Bottas, vivere il suo giorno da protagonista dopo tante gare difficili. Il pilota finlandese doveva stoppare Verstappen impedendo che l’olandese potesse vincere, ed allo stesso tempo portare punti per consentire alla Mercedes di allungare sulla RedBull nella classifica costruttori. Una condizione di fiducia che lo pone come elemento ed alleato importante per la corsa al titolo di Hamilton contro Verstappen.

Dall’altra parte un Max Verstappen cauto e sornione. Per la seconda gara consecutiva l’olandese non vince, ma arrivando secondo, riesce ad approfittare delle problematiche del rivale Hamilton per superarlo in classifica mondiale. La gara sul tracciato turco reso viscido dalla pioggia era difficile e non era facile portare il passo di Bottas senza commettere errori restando concentrato. Così come per Hamilton, anche Verstappen può contare sull’aiuto di un ritrovato Sergio Perez, a podio in un tracciato ideale per la sua guida nelle condizioni difficili come nella passata stagione sempre a podio.

C’è da dire che molto del podio del messicano è dovuto alle scelte sbagliare nel finale di gara in termini di cambio gomme di Lecelerc con la Ferrari ed Hamilton con l’altra Mercedes. Il campione del mondo non riesce a rimontare oltre al quinto posto. Hamilton non era contento alla fine della gara. L’azzardo di provare a finire la gara con le gomme intermedie usurate, mentre tutti le sostituivano, magari sperando nell’asciugarsi della pista, non ha pagato. Dal punto di vista del team la strategia non ha influito sul risultato di Hamilton, mentre il campione britannico, a fine gara, è apparso piuttosto contrariato sull’esito della strategia scelta. Il quinto posto finale consegna, di fatti, la testa del mondiale piloti a Verstappen con un vantaggio di sei punti.

Stesso discorso fatto per Hamilton, vale anche per la gara di Leclerc. Il monegasco sfrutta al meglio le nuove possibilità offerte dalla modifica della parte elettrica della sua power unit. Le condizioni difficili della pista livellano ulteriormente le prestazioni consentendo a Leclerc di tenere al meglio il passo dei primi. Poi, l’azzardo di provare a finire la gara, senza cambio gomme, mette il monegasco fuori dal podio.  Per un Ferrarista deluso, un altro moderatamente felice. Carlos Sainz, infatti, partito penultimo per la sostituzione delle parti della sua power unit si rende autore di una splendida prestazione che lo porta all’ottavo posto grazie ad una serie di bei sorpassi. Solo un problema ai box nel cambio gomme impedisce a Sainz di arrivare ancora più avanti a ridosso dei primi.

Da segnalare la bella prestazione di Pierre Gasly che nonostante la penalizzazione per un contatto con Fernando Alonso alla prima curva, riesce a sfruttare al meglio la buona prestazione della sua Alfa Tauri chiudendo in sesta posizione. Salva la giornata negativa della McLaren il solito Lando Norris. Il giovane campione britannico riesce a portare la sua monoposto arancio in zona punti al settimo posto davanti alla Ferrari di Sainz.

Chiudono i primi dieci, Lance Strollo con la prima delle due Aston Martin, ed Esteban Ocon con al prima delle Alpine. Gara sfortunata invece per Fernando Alonso che viene messo fuori pista alla prima curva da Gasly dopo un bella partenza. Da quel momento per lo spagnolo la gara comincia nel peggiore dei modi senza che possa più recuperare terminando fuori dai punti.

La lotta per il titolo piloti si fa sempre più serrata. Gara dopo gara, la testa cambia con un numero sempre più esiguo di gare da correre. In questo scenario resta fondamentale la costanza e l’affidabilità. La lotta punto su punto, porta i protagonisti ad essere costretti a non commettere errori ed ai team a non correre rischi con rotture che potrebbero provocare uno zero in classifica irrecuperabile con le poche gare a disposizione ancora per il finale di campionato.

In questa ottica si consuma anche la lotta per il terzo posto nel mondiale costruttori tra Ferrari e McLaren. Il rallentamento delle monoposto di testa per evitare rischi di rotture in desiderate ha consentito ai due team alle loro spalle di accorciare il gap in termini prestazionali. Un’opportunità ghiotta per le gare fino alle fine del campionato per il team di Maranello di poter puntare con maggior forza al podio e magari alla vittoria.

Daniele Amore

Per essere sempre aggiornato sulle nostre news metti il tuo like ai profili Facebook, Twitter e Linkedin di GIORNALEMOTORI
Vuoi entrare nella nostra redazione? Scrivici a redazione@giornalemotori.com

0 0 votes
Article Rating
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments