Pubblicità

Il weekend del Gran Premio del Brasile rimarrà negli annali come una delle imprese più agguerrite di Hamilton, capace di ribaltare l’esclusione dalle qualifiche con una rimonta superlativa nella Sprint Race e una vittoria in gara nonostante abbia scontato anche 5 posti di penalità in griglia.

Verstappen pensava di avere vita facile e la Red Bull si era seduta sugli allori pensando di arrivare ad Interlagos come la squadra di riferimento e invece si sono trovati di fronte una Mercedes in pompa magna e un Hamilton in grado di rovesciare qualsiasi pronostico.

Non ce ne vogliano i nostri lettori, ma quello visto ad Interlagos domenica ci ha riportato ad un altro Gran Premio del Brasile, quello del 2006, dove Schumacher scattato dall’ultima posizione ha rimontato fino al quinto posto finale nonostante una foratura durante la gara.

Hamilton e la Mercedes erano nettamente superiori ma nonostante questo non hanno avuto vita facile in quel di Interlagos. La squadra di Toto Wolff è stata sorvegliata speciale fin dal venerdì, quando hanno trovato una irregolarità tecnica all’ala posteriore di Hamilton: una differenza di 0,2 mm ha escluso l’inglese dalle qualifiche spingendolo in fondo allo schieramento per la Sprint Race. L’ala posteriore sarà stata anche fuori regola ma non crediamo che quei 2 decimi siano stati determinanti per la rinascita Mercedes in Brasile.

Domenica in gara succede quello che tutti si aspettavano quando Max e Lewis si trovano a battagliare tra di loro, meglio ancora se in ballo c’è la prima posizione. Hamilton si prende la testa della gara alla Reta Oposta ma Verstappen entra di cattiveria alla Subida do Lago spingendo fuori pista la Mercedes n°44. Anche la Red Bull finisce larga e questo fa capire quanto abbia forzato Max alla staccata.

La Federazione visiona l’episodio ma non prende nessun provvedimento contro la Red Bull n°33. E questo fa andare in bestia Wolff. Per Wolff gli episodi di venerdì e domenica sono sufficienti per far cadere qualsiasi muro diplomatico contro gli avversari, ovvero che da domenica prossima tireranno fuori gli attributi e se sarà necessario si ricorrerà a manovre che vanno oltre al regolamento.

Dal nostro punto di vista abbiamo perso l’abitudine di vedere certe manovre in pista negli ultimi anni e quando queste succedono siamo pronti a crocifiggere chi le compie. Hamilton e Verstappen stavano lottando per la vittoria e, cosa fondamentale, si stanno giocando il Titolo Iridato. Sono due piloti con le palle e queste battaglie senza esclusione di colpi fanno solamente bene alla Formula 1.

Da quanto non si vedeva una battaglia così serrata per il titolo Mondiale? Da quanto due piloti non si “menavano” in pista per la prima posizione? Negli anni 80 e 90 duelli del genere erano la normalità, ora è merce rara, complice anche delle monoposto sempre più sofisticate dal punto di vista tecnico. Ben vengano, quindi, questi episodi.

Wolff si lamenta dell’accanimento della FIA ai danni della Mercedes rimarcando che la manovra di Verstappen andava penalizzata, Horner minimizza e difende Verstappen che dopo le qualifiche del venerdi, in parco chiuso, tocca l’ala posteriore di Hamilton e rimedia 50 mila euro di multa perchè non si possono toccare/modificare le vetture senza autorizzazione….

Insomma a tre gare dalla fine prepariamoci ad un finale di stagione incandescente. I colpi di scena e i colpi bassi non sono ancora finiti.

Foto: Motorsport Image

Pubblicità

Rispondi