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Dakar 2022: partita la gara più dura del mondo. Prologo a Sanders (Gas Gas) tra le moto e Al-Attiyah (Toyota) tra le auto. Ottimo debutto per la Audi elettrica di Sainz.

Al via la Dakar 2022, la corsa più dura al mondo. Lo scenario di questa edizione è nuovamente l’Arabia Saudita, che per il terzo anno consecutivo ospita la gara. Una terza vita dopo l’epopea africana e quella sudamericana. Allo start di Jeddah sono schierate 149 moto, 97 auto e 58 camion. Oltre questi mezzi sono da aggiungere le categorie T3, T4, le auto storiche ed i camion storici. Si parla quindi di oltre 1060 concorrenti in gara tra piloti, co-piloti e assistenze sui camion.

Il tracciato per questa edizione si preannuncia nuovo per oltre il 60%, garantendo nuovi scenari e nuove prove. In totale i chilometri da percorrere sono quasie 8.200 dei quali più di 4.200 di prove speciali cronometrate.

Oggi il primo stage, da Jeddah ad Hail. 595 chilometri di trasferimento più il prologo cronometrato di 19 chilometri nei quali prendere confidenza con i mezzi ed il terreno saudita. Subito sorprese e colpi di scena, oltre ovviamente alla prima classifica ufficiale di giornata.

Tra le auto il più veloce è stato Nasser Al-Attiyah co-pilotato da Matthieu Baumel. La loro Toyota del Gazoo Racing Team ha fermato il cronometro con il miglior tempo di 10 minuti e 56 secondi. Al secondo posto ecco la prima grossa sorpresa. Non tanto per il nome del pilota, ma per l’auto che ha permesso di chiudere con solo 12 secondi di gap dal principe qatariota. Stiamo parlando di Carlos Sainz, pilota che di certo non ha bisogno di presentazioni. Stupisce però (anche si tratta di una veloce prova di soli 19 km) la prestazione offerta dalla Audi RS Q e-tron elettrica. Un progetto sviluppato e collaudato in pochissimo tempo da Audi, ma che al primo assaggio di gara ha saputo già rendersi competitiva. Terzo posto per Brian Baragwanath a 36 secondi, con lo stesso distacco di Henk Lategan con la Toyota gemella di Al-Attiyah. Chiude la Top Five di giornata Sebastien Loeb a 47 secondi. Primo italiano, nel ruolo di navigatore, è Maurizio Gerini, compagno di avventura niente di meno che di Laia Sanz. Per loro 41esimo posto. Silvio e Tito Totani chiudono al 68esimo posto davanti ad Andrea Schiumarini e Stefano Sinibaldi. Filippo Ippolito, sul mezzo guidato da Navarro, è 83esimo.

Tra le moto la spunta invece Daniel Sanders in sella alla Gas Gas del Factory Team, che chiude i 19 km in 55 minuti e 30 secondi. Pablo Quintanilla con la Honda ufficiale è secondo ad un minuto esatto di distacco. La Yamaha mette una delle sue moto in terza posizione, con Ross Branch in cerca del riscatto dopo la Dakar magica, ma sfortunata, dello scorso anno. Il distacco di Branch da Sanders è di 1 minuto e 55 secondi. Chiudono la Top Five le KTM ufficiali del Red Bull Factory Team di Kevin Benavides e Matthias Walkner. In difesa nella prima giornata gli altri top-riders del calibro di Van Beveren, Sunderland, Price e Barreda Bort, comunque tutti nelle prime dieci posizioni.

Danilo Petrucci, dopo aver tenuto tutti con il fiato sospeso a causa di una probabile positività al Covid, poi fortunatamente smentita, è stato l’italiano più veloce. Al debutto assoluto Petrucci chiude al 23esimo posto a 7 minuti e 30 secondi. Fanottoli è 37esimo, Lucci 40esimo, Gritti 52esimo, Tonelli 70esimo, Zacchetti 89esimo. Il leggendario Franco Picco porta al debutto il nuovo progetto Fantic Motor e chiude il prologo in 92esima posizione. Cipollone è 94esimo. Oltre la centesima posizione troviamo Piolini (101), Andrea Winkler (117), Aglioni (118), Aldo Winkler (122), Stigliano (124), Interno (125), Catanese (126).

Da segnalare oggi l’incendio di un camion assistenza durante il trasferimento, che fa seguito all’inquietante fatto avvenuto ieri. Una auto del team Sodicars infatti ieri ha preso fuoco fuori da un hotel di Jeddah, con una persona ferita che è stata soccorsa e trasferita all’ospedale. Non si hanno notizie certe, ma le indagini in corso non escludono anche un ordigno e quindi la matrice terroristica.

Credito fotografico ©Lulop.com

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