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Oltre ad affrontare le sfide di progettare le loro vetture 2022 secondo i nuovi regolamenti tecnici rispettando il tetto massimo di spesa e contemporaneamente affrontare importanti modifiche alle regole sportive, le squadre devono anche affrontare un altro grande ostacolo: un calendario da ben 23 gare.

Anche lo scorso anno erano previste 23 tappe da affrontare, ma poi è stato rivisto e accorciato a causa della pandemia. Ma quest’anno gli organizzatori e la Formula 1 sono fermamente convinti che non ci saranno imprevisti e che tutte le gare si disputeranno regolarmente, con la minaccia che eventuali forfait potranno comportare la risoluzione dei contratti.

Pianificare calendari di F1 è più difficile di quello che si pensi e non basta scrivere quattro date a caso su un foglio di carta per avere realizzato una stagione. Ad esempio, gare come Australia ed Abu Dhabi attualmente hanno concordato di essere rispettivamente la gara di apertura e di chiusura del Mondiale, mentre Monaco per tradizione viene disputato nel weekend dell’Ascensione di Gesù, 40 giorni dopo Pasqua.

A dettare legge sull’organizzazione del calendario è anche il fattore meteo: disputare un Gran Premio del Bahrain in pieno agosto è pura follia, cosi come non si potrebbe disputare un Gran Premio del Canada a novembre.

La logistica entra in gioco per una combinazione di ragioni ecologiche, pratiche e finanziarie: sebbene solo lo 0,7% delle emissioni totali della F1 venga generato in pista, semplicemente non si può vedere che lo sport consumi più CO2 di quanto sia assolutamente necessario per la messa in scena del campionato. Il tempo trascorso in transito, sia aereo che stradale, è costoso, così come i chilometri aerei non necessari. Pertanto, la F1 tenta di raggruppare gli eventi in base a percorsi logici.

Troppi eventi nelle immediate vicinanze provocano la “cannibalizzazione” della vendita dei biglietti, mentre la diffusione degli eventi nei territori vicini durante una stagione li rende più convenienti per i fan che desiderano partecipare a più gare. Non sempre è possibile: Spa-Francorchamps e Zandvoort sono una dietro l’altra ma Imola e Monza sono divise da sei mesi, mentre la gara del Bahrain e quella del vicino Gran Premio d’Arabia sono a otto mesi di distanza.

C’è l’imperativo per la F1 di organizzare un numero crescente di eventi all’anno, semplicemente perché più gare significano più incassi, più gare da preparare per la TV, più visibilità per gli sponsor e più tifosi che vengono raggiunti a livello globale. Pertanto, la F1 si è progressivamente spostata fuori dall’Europa, con conseguenti formalità logistiche e doganali sempre più complesse, con limiti di costi ridotti.

La rigidità del programma dell’anno scorso è stata ampiamente vista dalla doppietta Messico-Brasile: a causa del maltempo, alcuni materiali sull’aereo cargo di F1 hanno accusato dei ritardi in Florida, con alcuni team che hanno ricevuto i loro container solo venerdì mattina ma il maltempo poteva durare più a lungo con il rischio di dover cancellare l’evento.

Per attenuare i disagi tra gare molto ravvicinate tra di loro, da quest’anno la Formula 1 ha deciso di passare da un format di quattro giorni ad un programma da tre, accorpando al venerdì le attività che venivano svolte al giovedì. E si dovrà adeguare anche Monaco dove per tradizione le prove libere venivano svolte al giovedì.

Per contenere i costi e ridurre al minimo i rischi, i team hanno iniziato a spedire le merci più grandi via mare, come ad esempio garage e attrezzature per le hospitality. Ad esempio, una spedizione può andare in Bahrain e poi a Miami per essere rispedita poi in Azerbaigian e Sochi e poi in Giappone e San Paolo, mentre un altro carico viene spedito per le gare di Melbourne, Montreal, Singapore, Austin e Abu Dhabi.

La F1 sta spingendo per avere sempre più gare e le squadre si stanno adattando di conseguenza. C’è, però, un vincolo alla crescita del calendario: il consenso del team. In base all’accordo vigente, le squadre devono accettare più di 24 gare in una stagione, ma stanno facendo un passo indietro a 23 gara per i motivi sopra elencati, nonostante i potenziali ricavi generati da più eventi. Ciò suggerisce che il limite è stato raggiunto o addirittura superato.

La logistica della F1 di solito non passa inosservata e viene gestita in modo efficiente da DHL, ma presenta enormi sfide per le squadre, e sempre di più man mano che il calendario si espande. Mentre i Gran Premi sono gare su una determinata distanza, la logistica della F1 è una corsa contro il tempo.

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