Diversi piloti di F1 hanno sollevato preoccupazioni su come il “porpoising”, ovvero il saltellamento delle monoposto ad alte velocità in rettilineo, potrebbe avere un impatto sull’affidabilità delle auto del 2022.
Il termine si riferisce all’effetto collaterale delle auto progettate secondo una filosofia di effetto suolo, in quanto ciò provoca una risonanza attraverso il telaio che fa quindi rimbalzare le vetture in rettilineo.
Mattia Binotto della Ferrari ha ammesso che molti potrebbero aver sottovalutato il problema in vista dei recenti test pre-stagionali a Barcellona, dove la “focena” è diventata una vista comune.
Non è l’unico a segnalare la questione, poiché è diventata anche un punto di discussione per i piloti.
Valtteri Bottas ammette che, oltre ad essere fastidioso, il ‘porpoising’ lo ha lasciato preoccupato per il potenziale effetto a catena in termini di affidabilità.
“Direi che sicuramente influisce un po’ su tutto. Non è sicuramente molto confortevole correre in quelle condizioni, si soffre di problemi di visibilità e in fase di frenata potrebbe influire di molto la variazione del carico aerodinamico. E una preoccupazione va all’affidabilità di alcune parti dell’auto sollecitate da questi sobbalzi. E’ una situazione nuova per tutti e dovremo imparare a gestire ed ottimizzare il tutto.”
Lance Stroll è d’accordo con le preoccupazioni di Bottas sull’affidabilità e ha anche descritto l’impatto fisico delle auto che rimbalzano in rettilineo.
“Ti scuote un po’ il cervello e non è piacevole per la parte bassa della schiena ma è un effetto delle nuove auto ad effetto suolo che dobbiamo ancora comprendere in pieno. Come ha detto Bottas, non è l’ideale per l’affidabilità della vettura, il bilanciamento non è mai ottimale quando in curva rimbalza ed è qualcosa su cui si dovrà lavorare in un futuro immediato”
Mick Schumacher ritiene che l’effetto affidabilità sarà un problema circoscritto all’inizio della stagione, ma che nel tempo verrà risolto.
Nel frattempo, Carlos Sainz ritiene che la Ferrari stia facendo progressi nel tentativo di risolvere l’effetto porpoising, ma riconosce che potrebbe richiedere del lavoro.
“Sento che stiamo facendo progressi”, ha spiegato lo spagnolo.
“Ma servono anche nuove componenti e serve capire bene come si comporta la vettura. Per questo servono molti giri in pista e componenti nuove sulla vettura ma cercare di risolvere il problema due giorni dopo i test è praticamente impossibile. Si spera che in Bahrain e nel corso della stagione le cose siano migliori.”
