Se Charles Leclerc, fosse sceso dalla monoposto, all’esposizione della bandiera rossa, ed avesse preso a calci nel culo fino a Maranello l’intero muretto Box, presidente compreso, non avrebbe fatto nulla di male. Perdere a Montecarlo con due monoposto in prima fila non poteva succedere, non era possibile. Eppure la Banda Binotto è riuscita nell’impresa di perdere un Gran Premio già vinto. Alla RedBull non credevano ai loro occhi. I bibitari erano abituati ai mastini, animali da presa implacabili come Toto Wolff, non Pippo, Pluto e Paperino vestiti di rosso (senza offesa per i personaggi Disney)

Perdere due gare già vinte per due problemi legati al team non è tollerabile per Leclerc. Il campioncino monegasco ha perso la testa della classifica mondiale con orizzonti difficili come Bakù e Montreal. Con questa gestione è letteralmente impossibile vincere dove la monoposto è sfavorita.

Intendiamoci, la colpa della disfatta di Montecarlo non è di Sainz. Indipendentemente dal suo ruolo, chiaro o meno in seno al team, lo spagnolo aveva ragione sulla tattica. Ciò che doveva fare il geniale stratega ferrarista era di adattare quella tattica anche a Leclerc sfruttando il vantaggio di sei secondi. La doppia chiamata era un fallimento chiaro a tutti perfino alla bella moglie del Principe Ranieri!

Sergio Perez 10: La rivincita dello scudiero. A prescindere dal chiarimento avvenuto dopo Barcellona, chi ha messo Perez nella migliore condizione per rivendicare a chiare lettere il suo ruolo come contendente per il titolo mondiale. La distanza in classifica lo giustifica, la prestazione in gara lo conferma. Max non deve guardarsi solo da Leclerc.

Charles Leclerc 8: Non ci sono parole, sono rimaste solo le parolacce ed al limite i gestacci. Non si può perdere il Gran Premio di casa perché il muretto è incompetente. La fede ed il tifo vanno bene, ma non si può sopportare in eterno. Un pilota nasce per vincere non per essere fan del suo team.

Max Verstappen 7: Gli va bene anche a Montecarlo. Non capisce bene la macchina, non riesce a fare prestazione, ma il muretto Ferrari gli confeziona un regalo perfetto. Non poteva uscire dal principato meglio di così.

George Russell 7: Un’altra gara concreta. Il pilota britannico non molla. Ha un passo discreto è sagace dal punto di vista tattico. Sa trovarsi sempre nel momento giusto al posto giusto ed è la certezza su cui può contare la Mercedes.

Valtteri Bottas 7: In un Gp che si era messo non benissimo nelle qualifiche una gara dove recupera due punti importantissimi. Une bella prestazione. Una gara concreta, solida, come ci si aspetta da chi porta l’intero team sulle spalle.

Carlos Sainz 6: Decidere la sua tattica di gara, soprattutto quando è corretta non centra con il fatto che debba accettare il ruolo da secondo pilota. Essere scudiero significa anche poter essere utile quando le cose si fanno difficili con un interpretazione diversa ma giusta. Quindi è fuori dalle responsabilità per il disastro di Monaco, ma per il futuro deve essere chiarita la sua posizione.

Lando Norris 6: Una prestazione normale, in linea con la resa della sua monoposto. Non poteva fare di meglio. Non aveva il passo, ed anche quando hanno azzardato una strategia di attacco non era nelle condizioni di sfruttarla al meglio.

Fernando Alonso 6: Una gara strana. Parte bene in condizioni difficili. Si trova a lottare come un leone al centro gruppo, poi sornione cambia passo e prende punti importanti per il team. Una volta tanto è lui ad essere protagonista non il giovane compagno.

Lewis Hamilton 6: Come sempre ci prova, e come sempre trova un muro a centro gruppo che fa fatica a superare. Ancora una volta e Fernando Alonso a fermare la sua rimonta. Arriverà il momento in cui riesce a trovare la giusta posizione in gara come succede regolarmente al compagno.

Sebastian Vettel 6: La nuova Aston Martin è migliorata ed il tedesco riesce a farla rendere al meglio. Un punto, poca cosa ma per il team è fondamentale per la classifica costruttori ed il morale. Per crescere serve la l’esperienza del tedesco.

Eesteban Ocon 5: Si è lamentato per tutta la corsa a causa di una penalità che lui ha preso come un pivello. Non può pretendere che il compagno cambi passo rovinando la sua gara per far recuperare i cinque secondi di distacco a Montecarlo, poi!

I bibitari 7: Hanno tirato una trappola e i muretto Ferrari ci è caduto con scarpe e tutto il resto. La vittoria di Montecarlo deve chiarire la situazione Perez. Il messicano ha un distacco in classifica mondiale piloti che non giustifica una sua definizione come seconda guida.

La Banda Binotto 0: Non è normale commettere errori come quelli che si sono commessi tra Barcellona e Montecarlo. Sembra quasi che non importi a nessuno tranne a chi ama davvero la Ferrari. La presenza ai box del presidente che cerca di consolare Leclerc appare come la beffa che peggiora il danno. Ma tanto a loro non importa. La sconfitta, brutta, vergognosa di Montecarlo pesa al pilota ed ai tifosi che amano la Rossa. Chi si trova sul muretto è un mercenario, un opportunista, per non parlare di chi pensa solo al fatturato ed alle azioni. Quelle non calano mai. Il vero problema della Ferrari? Un consiglio degli azionisti che qualsiasi cosa succeda non perde mai un euro. A perdere è solo la passione!

Il principe Ranieri 5: E’ comprensibile la rabbia per non vedere sul primo posto del podio il pupillo di casa. Ma dare la coppa senza manco aspettare l’inno messicano è una nobile caduta di stile. Insegnare al principino il rispetto è una cosa demandata alle tate reali. Da questo punto di vista viva Cheko Perez, viva il Mexico!

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