Nel fine settimana di Montreal i team avevano tenuto una riunione per discutere del porpoising e della nuova direttiva tecnica emessa dalla FIA dopo le lamentele dei piloti Mercedes all’indomani di Baku.

Sia Hamilton che Russell si erano lamentati di come i saltellamenti della vettura sul lungo rettilineo avessero creato dei problemi fisici, tanto che Hamilton è stato aiutato ad uscire dalla monoposto e aveva addirittura messo in forse la sua presenza in Canada.

La FIA si è mossa per cercare di arginare il fenomeno e questo ha irritato, e non di poco, Ferrari e Red Bull nella riunione tenutasi a Montreal nei giorni scorsi durante il Gran Premio che hanno storto il naso di fronte alla decisione della FIA di modificare a stagione in corso le regole per limitare il porpoising.

Durante la riunione gli animi si sono incendiati e Wolff ha avuto un diverbio pesante con Horner e Binotto, accusandoli di essere pietosi e falsi e di manipolare le cose dietro alle quinte.

Il problema di Toto Wolff riguardava le dichiarazioni di Christian Horner secondo cui è sbagliato penalizzare i team che sono riusciti a limitare i saltellamento e con Mattia Binotto che ha candidamente ammesso che le lamentele della Mercedes sono stata avanzate per cercare di apportare delle modifiche alle monoposto a stagione in corso, per migliorare le prestazioni della loro W13.

La questione nasce dal fatto che le nuove regole e regolamenti su cui sono state progettate le vetture di Formula 1 2022 hanno reintrodotto un fenomeno chiamato ‘effetto suolo’ e di conseguenza, le squadre devono utilizzare sospensioni molto rigide e con altezze da terra molto basse per non perderne l’efficienza. 

Ma questo porta anche a un fenomeno noto come “porpoising” in cui un’interruzione del flusso d’aria sottoscocca porta a un rimbalzo ad alta frequenza sui rettilinei e inoltre, le sospensioni rigide e l’altezza da terra ridotta possono far rimbalzare le auto sui dossi.

I team non erano d’accordo con il modo in cui la FIA ha preso provvedimenti per limitare il porpoising: ha emanato una direttiva tecnica pochi giorni prima della gara canadese, che molti team hanno considerato un preavviso troppo tardi e senza discussione preventiva.

Molte persone all’interno del paddock consideravano il piano nella direttiva tecnica troppo complesso e difficile da attuare, in pratica era un’idea per valutare i dati delle vetture per elaborare una “metrica di oscillazione aerodinamica” che i team non possono superare.

Ci sono state anche critiche su quella che è stata percepita come la decisione della FIA di fare un passo indietro sulla direttiva venerdì pomeriggio a Montreal. La FIA ha spiegato che i team avevano interpretato erroneamente la direttiva e che aveva sempre affermato che era intesa come l’inizio di un processo di valutazione volto ad affrontare la questione in un periodo di tempo.

Quello che deciderà la FIA lp scopriremo nel corso della stagione se non nelle prossime gare, la certezza attuale è che Ferrari e Red Bull hanno alzato gli scudi contro la Mercedes e non vogliono un cambiamento delle regole a stagione in corso, consci del fatto che queste modifiche porterebbero la squadra di Brakley e vanificherebbero tutto il lavoro svolto dai due top team per risolvere il problema della focena.

Ferrari e Red Bull non vogliono il ripetersi della stagione 2013, quando a Mercedes fu concesso uno strappo alle regole per risolvere i problemi cronici agli pneumatici, ovvero il test in gran segreto a Barcellona, a cui fece eco uno strascico di eccezioni, durante tutta l’era ibrida, dove alla Mercedes furono concesse delle novità tecniche “lievemente irregolari” quando invece agli avversari, certe soluzioni sono state fatte stroncare sul nascere.

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