Essere un pilota numero due è un attributo a cui nessun pilota di Formula 1 vuole essere associato. Il loro lavoro? Aiutare il loro compagno di squadra più veloce a finire il più in alto possibile, recuperando punti aggiuntivi per il campionato costruttori. Non importa il costo per le proprie ambizioni e non importa quanto possa essere demoralizzante.

Quando si pensa al ruolo, vengono in mente nomi come Eddie Irvine , Valtteri Bottas o Mark Webber . Il più famoso di tutti, però, è probabilmente Rubens Barrichello , gregario di Michael Schumacher alla Ferrari .

Quest’anno ricorrono i 20 anni dal famigerato Gran Premio d’Austria del 2002 che incarnava il vero significato di essere un pilota numero due. Era la sesta gara della stagione e Schumacher aveva avuto un inizio quasi perfetto. Quattro vittorie su cinque e quasi il doppio dei punti al secondo posizionato in campionato.

Quel fine settimana, però, Barrichello era riuscito ad avere la meglio su di lui. Il brasiliano ha ottenuto un’ottima pole position nella giornata di sabato, davanti all’altro Schumacher, Ralf, secondo con Michael che partiva dal terzo.

2002 Austrian Grand Prix A1-Ring, Austria, 10th-12th May 2002 Michael Schumacher, Ferrari F2002, follows team orders and takes over team mate Rubens Barrichello, Ferrari F2002. World Copyright Photo4

Barrichello è stato poi in grado di tradurre questa forma in un passo gara dominante alla domenica. È scattato al comando e il suo vantaggio è stato incontrastato per la maggior parte del Gran Premio, con Michael al secondo posto dopo aver saltato suo fratello all’inizio. Inutile dire che Barrichello è stato il pilota Ferrari più veloce quel fine settimana: la cosa morale da fare per la Scuderia sarebbe stata quella di far vincere l’uomo migliore.

Nonostante Schumacher avesse già un notevole vantaggio in classifica, era ancora all’inizio della stagione e la Ferrari non voleva rischiare nulla per ostacolare le possibilità del tedesco di vincere un quinto titolo. Con questo in mente, la Scuderia ha imposto un ordine di squadra a Barrichello, che era riluttante a obbedire.

In un primo momento, il brasiliano ha rifiutato di fare il maggiordomo. Ma poi sono arrivate le minacce della Ferrari. 

“Sono stati otto giri di guerra”, ha detto Barrichello nel 2012, ricordando l’incidente. “È molto raro che perda la pazienza, ma alla radio stavo urlando. Ho continuato fino alla fine, dicendo che non l’avrei lasciato passare. Fu allora che dissero qualcosa molto cattiva su di me. Non si trattava del contratto.”

“Non posso dirti cosa hanno detto, ma è stata una forma di minaccia che mi ha fatto pensare alla mia vita, perché la grande gioia per me era guidare”.

Rubens aveva solo una cosa da fare ma non voleva farlo in un modo in cui la Ferrari ne sarebbe uscita indenne. Quindi ha aspettato. E ha aspettato fino all’ultima curva dell’ultimo giro prima di rallentare sotto al traguardo permettendo a Schumacher di ottenere la vittoria, ma la Ferrari ha perso la faccia e la credibilità.

Reazione al Gran Premio d’Austria 2002

La Ferrari, in particolare Schumacher, ha sentito subito il malumore dei tifosi. Quella che avrebbe dovuto essere una giornata importante per la squadra italiana, si è trasformata in fischi non appena il casco di Schumacher si è tolto. I fan non riuscivano a capire cosa fosse appena successo. Come poteva la Ferrari boicottare il pilota migliore nel fine settimana, rinunciare alla vittoria in gara per consegnarla su un piatto al compagno di squadra, che non era stato abbastanza veloce?

2002 Austrian Grand Prix – Qualifying A-1 Ring, Zeltweg, Austria. 11th May 2002 World Copyright: Pic Steve Etherington/LAT ref: Digital Image Only

All’epoca, i fan erano qyuasi tutti dalla parte del sorridente sfavorito Barrichello, piuttosto che di Schumacher. Ma a dire il vero, non c’è mai stato un regolamento FIA che vieti a un team manager di rallentare un pilota per favorire un altro. Quindi la Ferrari ha operato secondo le regole in Austria. Se pensiamo bene, le tattiche di squadra e gli ordini di squadra sono più vecchi del campionato del mondo stesso.

All’epoca Barrichello rimase dignitoso nell’affrontare la questione.

“Sto attraversando un periodo molto bello della mia vita”, ha commentato il brasiliano. “Sto diventando una persona migliore, un pilota migliore, quindi non ha senso discutere. Penso che la mia determinazione mi porterà molte più vittorie, quindi è così che la vedo e non ha senso discutere”.

Ritornando al Gran Premio d’Austria 2002 è interessante pensare che, nonostante tutto quello che è successo, l’unica cosa per cui la FIA ha punito la Ferrari era quello che è successo alla cerimonia del podio. Mentre veniva suonato l’inno nazionale tedesco, Schumacher ha dato il gradino più alto a Barrichello, un brasiliano, mentre entrambi erano presenti durante l’inno italiano per la squadra. Ferrari, Schumacher e Barrichello sono stati tutti multati di $ 1 milione per aver infranto il protocollo.

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