Ora anche gli ultimi dubbiosi sono convinti: Mick Schumacher merita di guidare in Formula 1. Solo sette giorni dopo Silverstone, il figlio del sette volte iridato ha dimostrato che i punti ottenuti in Inghilterra non erano frutto del caso. 

Nel Gran Premio d’Austria, Mick Schumacher è arrivato sesto ottenendo sei punti al suo bottino. Una sesta posizione difesa con la forza e poco importa se Norris sarebbe finito davanti a lui se non avesse rimediato la penalità e se lo stesso Schumacher non fosse stato ostacolato dal compagno Magnussen alle prese con un problema al turbo della sua Haas.

Schumacher ha superato l’esame di maturità sabato, durante la gara sprint. Il giovane tedesco ha respinto per nove giri gli attacchi di un mastino come Lewis Hamilton e solo quando ha perso la scia (e l’attivazione del DRS) del suo compagno di squadra, il pilota Mercedes è riuscito a superare il 23 enne tedesco.

IL PUNTO DI SVOLTA A BAKU

Ma cos’è successo in queste ultime gare a Schumacher? Se ad inizio anno era stato messo in croce per i suoi continui errori come accaduto a Miami e Jeddah, dove ha distrutto due monoposto, il cambio di passo è avvenuto dal weekend di Baku.

Da quella gara Schumacher e i suoi ingegneri hanno fatto la svolta con l’impostazione della monoposto, permettendo al tedesco di sfruttare al meglio la monoposto secondo il suo stile di guida. I risultati non sono arrivati subito e Schumacher ha dovuto aspettare il Gran Premio di Gran Bretagna per arrivare a punti per la prima volta in questa stagione.

Risultati che si sono ripetuti anche in Austria e che daranno la motivazione giusta per il tedesco a continuare su questa strada, cacciando le voci di un suo possibile appiedamento dalla Haas a fine stagione se non, come si vociferava ad inizio stagione, anche a campionato in corso.

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