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Mercato auto usate: i dati e le previsioni per il 2023

Come vanno le nuove immatricolazioni sul mercato delle auto usate? Secondo UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) il settore sarebbe in perdita di 9 punti percentuali, ma questo dato è solo uno dei tanti riportati sul Report del I trimestre 2022.

Immatricolazioni in calo nel primo trimestre

Nei primi tre mesi di quest’anno, dunque, le unità vendute registrano una contrattura che, tuttavia, non è indicativa del dato su base annuale. Le associazioni di categoria e i rivenditori sanno bene che il mercato è in procinto di grandi cambiamenti, soprattutto dal punto di vista delle scelte di mobilità delle persone. Mobilità e usato sono temi molto legati anche alla sostenibilità dei veicoli, motivazioni che il mercato ha certamente dimostrato di ascoltare.

Sul mercato delle auto usate Roma, per esempio, si possono notare vari cambiamenti che stanno interessando il settore. Tra questi vi è la digitalizzazione degli strumenti di vendita. Le persone dispongono di molte informazioni e di numerosi portali di divulgazione sui quali confrontare informazioni d’ogni tipo, dal prezzo alle questioni tecniche per le riparazioni.

A questa mole di informazioni si somma l’aumento crescente di attività online che proliferano grazie a siti web avanzati, di facile fruizione e pensati per massimizzare la qualità dell’esperienza d’acquisto delle persone. Anche il mercato delle auto usate si è ritagliato un ruolo di valore, dovuto anche al cambio di paradigma dei principi che guidano le scelte d’acquisto delle persone.

Cosa potrebbe frenare il mercato dell’usato?

Di questi tempi, infatti, il costo del carburante e l’instabilità globale dei mercati non sono certo un buon incentivo a fare acquisti importanti. Tuttavia con l’usato si abbatte anche oltre il 50% dei costi e, soprattutto, si ottengono garanzie e coperture adeguate per pagamenti, riparazioni e assistenza.

Nei primi cinque mesi del 2022, come si legge nel rapporto UNRAE successivo, la situazione sale ma solo leggermente. Si è verificato un incremento dei veicoli diesel di seconda mano, seguiti, direttamente, da quelli a benzina. Il GPL e le ibride, invece, continuano a coprire percentuali marginali.

Il dato potrebbe fare dedurre che il parco auto nazionale sia datato, soprattutto se pensiamo che il 51% dei trasferimenti di proprietà riguarderebbe vetture decennali, mentre per quelle nuove o seminuove la quota è pari al 3,5% del mercato.

Aumentano le minivolture

Tuttavia si legge anche che sono aumentati gli scambi tra privati e che le regioni più attive siano state, nell’ordine, Lombardia, Lazio e Campania. Tuttavia il conteggio delle nuove immatricolazioni di auto usate non tiene conto della densità abitativa e, quindi risulta essere solamente un dato numerico che andrebbe comparato con quello relativo all’aumento delle minivolture.

Queste sono trasferimenti di veicoli da utente a rivenditore attraverso una procedura di cambio di intestazione. Le minivolture hanno un costo inferiore perché, a differenza del passaggio di proprietà, esentano dal pagamento dell’imposta provinciale di trascrizione e hanno un contributo ACI letteralmente dimezzato.

I dati non fanno pensare a un mercato fermo ma a un maggior lasso di tempo durante il quale le persone prendono la decisione di cambiare auto. Pertanto attendiamo il rapporto UNRAE di fine anno per confutarlo con quelli di inizio anno e, finalmente, trarre delle conclusioni.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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