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F1: Gp Jeddah, pagelle “l’ora buia!” di GM

George Russell è stato lapidario e cristallino dopo la gara di Jeddah. La Red Bull è talmente forte ed è talmente distante in termini di gap prestazionale da rischiare di vederli vincere tutte le gare. I bibitari potrebbero mettere un nuovo record storico per il numero di vittorie in una sola stagione. In sostanza unico a poter dare fastidio a Verstappen giù in volo verso il suo terzo titolo mondiale, è il compagno Perez.

Il messicano ha sfruttato al massimo una scivolata del team su un semiassi, ma poteva essere un errore di pilotaggio da parte di Verstappen per conquistare una vittoria meritatissima che lo mette ad un solo punto di distacco dal compagno ancora leader del mondiale. Perez deve solo capire, se ancora ce ne fosse bisogno, che non può e non deve fidarsi dell’olandese. Non può nemmeno fidarsi del team, non perché non lo amino, ma per il fatto che nemmeno il muretto box di Red Bull può imporre qualcosa a Verstappen. Se il messicano vuole vincere lo deve fare a modo suo.

La Fia, si è resa protagonista dell’ennesima figura meschina con la pagliacciata del podio prima tolto poi ridato a Fernando Alonso. La direzione gara ancora una volta si è dimostrata dilettante e incapace di coprire il proprio ruolo con il livello di professionismo che merita la F1.

Infine, non abbiamo dimenticato la Ferrari. Ma cosa dire? Continuare a criticare la Rossa sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. La situazione è talmente disastrosa che non basta promettere la riscossa l’anno prossimo, qui si parla di due se non addirittura tre anni. Ammesso che a Vasseur venga data la possibilità di costruirsi un team tecnico che sia una rottura con il passato recente.

Sergio Perez 10: Ha la possibilità di vincere e la coglie al volo. Approfitta della lontananza del compagno per prendere abbastanza vantaggio da poterlo gestire fino alla fine. Nonostante la safety car messa in campo con il chiaro scopo di far ricucire lo strappo a Max, il passo di Perez era imprendibile anche per il due volte campione del mondo. Se impara a non fidarsi di nessuno può dare fastidio all’olandese nella sua facile corsa al mondiale.  

Max Verstappen 8: Parte bene. Sornione nelle fasi inziali, poi decide di cambiare passo. Sfrutta al meglio la safety car che gli consente di ricucire lo strappo. Il team a più riprese gli chiede di tenere il passo e la posizione. Nonostante questo, con una pugnalata che ferisce l’avversario conquista il giro veloce a tradimento per restare in vetta al mondiale. Il messicano Perez è come un cerino. Difficile che venga fatto fesso una seconda volta in futuro.  

Kevin Magnussen 7: Un punto che vale oro per la Haas. Toccava al compagno Hulkenberg conquistarlo visto la buona qualifica, ma alla fine in gara è il danese a trovarsi nella posizione migliore per attaccare Tsunoda compiendo uno dei sorpassi più belli della gara. Un buon inizio per un mondiale che può regalare soddisfazioni.

Fernando Alonso 6: Un errore madornale alla partenza che a conti fatti non inficia la posizione finale nonostante la barzelletta delle penalizzazioni. Non serve l’intervento della direzione gara per agevolare Verstappen. Per quanto buona la prestazione dello spagnolo non rappresenta di fatto un pericolo per la Red Bull nemmeno dopo i miglioramenti fatti durante questo inverno.  

George Russell 6: Un signore! Aveva detto a fine gara quanto una maldestra direzione gara lo aveva messo sul podio che era ingiusto. La posizione spettava di fatto ad Alonso. Resta una bella gara. Si riprende il suo ruolo come nemico numero uno di Hamilton con le solite frecciate in team radio in gara che non mancano mai di sottolineare la differenza prestazionale tra i due.

Lewis Hamilton 6: Ha una ottima partenza, a metà gara adotta una tattica diversa dal resto del gruppo che sembra poter pagare. Ma alla fine non ha il passo per raggiungere e superare il compagno che intanto si era avvantaggiato della condizione di safety car.  In sostanza non riesce a fare la differenza in nessun modo.

Charles Leclerc 6: Lo sconforto, la tristezza, la rassegnazione. Nelle fasi finali manco ha più provato a stare dietro al compagno che giustamente non gli dava strada. Anche se avesse avuto via libera le Mercedes erano imprendibili. Resta una prestazione in qualifica dove ha fatto la differenza.

Lance Stroll 6: Una bella partenza, un bel sorpasso all’esterno su Sainz. Poi gli si rompe la macchina e finisce la sua favola. Poteva stare alle spalle del compagno alla base del podio.  

Pierre Gasly 6: Una gara anonima, un compitino svolto senza errori, senza infamia e senza lode per raccogliere i punti che si potevano prendere al massimo del possibile rendimento della monoposto.  

Carlos Sainz 5: Una brutta gara, ha conservato il vantaggio su Leclerc nella sua corsa interno al team. Ma è veramente poca cosa. Subisce un sorpasso da Stroll piuttosto umiliante a cui non riesce a rispondere e non ha il passo, ma questo non è un problema che può risolvere. Ci si aspetta che possa fare la differenza sulla prestazione della macchina come Leclerc piuttosto che fare il compitino e basta.  

Esteban Ocon 5: Brutta gara, non riesce nemmeno a confermare il passo della qualifica o a limitare i danni come ha fatto il compagno. Un inizio veramente difficile di stagione per il francese che perde lo status di punto di riferimento del team.

Oscar Piastri 5: Una bella qualifica poi trasformatasi in un inferno in gara. Sul finale riesce a dimostrare qualcosa di buono sorpassando Norris ed una Williams, ma troppo poco.  

Nico Hulkenberg 5: Doveva raccogliere il primo punto per la Haas invece a causa delle situazioni in gara si è trovato alle spalle di Magnussen. Non ha cambiato passo accontentandosi di fare da spettatore alla giornata del compagno.

I Bibitari 8: Il mondiale è un affare tutto loro. Sono gli unici che possono dare un po di spettacolo. Tanto i piloti non ascoltano il muretto, quindi c’è da essere ottimisti se non intervengono esternamente per fermare Perez.

Ferrari 3: Nel 1992 fu detto che era l’anno in cui la Ferrari aveva toccato il fondo. Poi nel 2014 i tecnici di Maranello si sono armati di pala ed hanno scavato più in basso. Nel 2023 per andare ancora più a fondo hanno preso una trivella!

Frederic Vasseur 5: Il team principal della Ferrari è andato ai microfoni per la seconda volta e come un osservatore esterno, anche un po distratto, ha detto che è inaccettabile il comportamento della monoposto. Ma il suo compito è proprio quello di individuare l’area critica ed intervenire in tempo prima che il disastro diventi talmente grave da necessitare di molti anni per essere risolto. Non dire quello che sanno già tutti, tranne i cronisti delle gare!

La direzione gara 3: Non è possibile inserire una safety car per convenienza, punire legittimamente la posizione di Alonso per poi non dare il risultato finale certo. L’ennesima mancanza di rispetto per il pubblico sia quello pagante che quello davanti al televisore.

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