Ci sono momenti in cui basta poco per rendere felici persone che non hanno la tua stessa vita. Basta una pista, non importa quanto sia grande, gestori premurosi e con la propensione a fare del bene prima che fare denaro, ed infine amici e persone con la tua stessa passione propensi a mettersi in gioco per il bene comune.

Sul kartodromo di Iscaro, in provincia di Avellino, è stata messa in piedi dai gestori ed i presidenti di numerose associazioni una manifestazione dove piloti acerrimi nemici in pista sono riusciti ad andare oltre l’egoismo della competizione per far vincere qualcun altro, un concetto che va molto oltre il semplice fair play.
Quello che ne è scaturito è un evento che è andato oltre le aspettative. Abbiamo scoperto che la percezione della velocità assume sfaccettature diverse a seconda dell’handicap si è affetti. Bisognava entrare nel mondo di chi era seduto da passeggero per scaturire la giusta emozione. Non si trattava di una semplice montagna russa, ma bisognava creare un esperienza interattiva unica. La speranza era di dispensare la giusta adrenalina ed l’emozione. Per capire il successo bastava guardare i volti di chi era seduto sul piccolo Kart biposto a noleggio!

Anche gli accompagnatori, molti spettatori a scattare foto e video, altri partecipanti attivi, hanno messo da parte lo scetticismo iniziale per partecipare al divertimento ed alla festa che si è creata tanto sulle tribune quanto sulla pista. I protagonisti sono passati sotto le tribune con pollici e braccia alzate per condividere la felicità e l’emozione che stavano provando.
Dopo aver passato ore al volante, seduto a due centimetri da terra, il sollievo della stanchezza erano i ringraziamenti dei protagonisti, dal semplice battere del cinque, agli abbracci e le più disparate manifestazioni di affetto che tutti i passeggeri prima di scendere regalavano al pilota.

Non so per inciso, quante emozioni siano state dispensate con un semplice kart e noleggio quattro tempi, quelli che i normodotati superficialmente chiamano “kart sa motozappa!” ma non è paragonabile a ciò che ho ricevuto dai partecipanti in quanto driver!
Ciò che emerge da un esperienza simile è che tanti protagonisti del motorsport dovrebbero fare di più. I piloti e gli addetti ai lavori dovrebbero ritagliare del tempo per diffondere il messaggio che non esistono limiti, ma solo impedimenti che vanno rimossi. Basterebbe solo un pochino di buona volontà. Il risultato è garantito, la soddisfazione è unica, un esperienza che spero vivamente di ripetere e che venga imitata da tanti sul territorio nazionale ad ogni livello del motorsport.
Si ringrazia Marzia Bertelli photography e L’unione italiane dei ciechi ipovedenti

