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MotoGP: Bagnaia trionfa in Indonesia. Martin cade quando era primo.


Quando sembrava che Jorge Martín stesse vivendo i momenti più felici, è arrivato il duro colpo della realtà. Non si può dare nulla per scontato, nemmeno quando credi di essere al sicuro con il mantello di Superman e ti sei posizionato al vertice della classifica dopo un’epica rimonta in quattro Gran Premi. Jorge Martín stava guidando la gara di Mandalika per consolidare ulteriormente il suo primato quando è caduto con quasi 3″ di vantaggio sul secondo. Non aveva senso rischiare quando si erano spinti in una zona sconosciuta per le gomme in condizioni così estreme. Il primato in MotoGP è stato effimero per lui, è durato un giorno e ha aperto la porta a Bagnaia per conquistare il suo sesto trionfo dell’anno e riprendere il comando ora con 18 punti di vantaggio.

Jorge Martín è balzato in testa alla gara dal sesto posto in griglia, davanti a Viñales, Quartararo e Pecco Bagnaia che ha rimontato dal 13º al sesto posto in poche curve portandosi in zona podio in quattro giri per interrompere l’emorragia di punti persi e ne aveva bisogno soprattutto a livello mentale.

Colui che ha nuovamente perso posizioni alla partenza è stato Aleix Espargaró, che ha cercato di recuperarle rapidamente e si è posizionato dietro Bagnaia. Marini prima di completare il secondo giro e di effettuare la penalità ha avuto un contatto con Binder, a cui è stata inflitta una sanzione, ed è passato dal sesto al decimo posto. Non è stato l’unico: giri dopo Oliveira ha compromesso la sua gara con un altro sorpasso senza lasciare spazio e ha dovuto fare una seconda penalità. Nonostante ciò, è giunto sesto.

Martín ha iniziato a impostare un ritmo serrato al quale solo Viñales è stato in grado di rispondere e in tre giri Bagnaia era arrivato al terzo posto a discapito di Quartararo, che è stato superato anche da Aleix Espargaró. I tre si sono poi dati battaglia per il terzo gradino del podio. L’incognita per il pilota di Aprilia è stata la scelta, contro il consiglio di Michelin con questo caldo estremo, della gomma posteriore morbida e l’ha pagata: è arrivato decimo al traguardo a mezzo secondo dal compagno Viñales.

Marc Márquez ha perso la ruota anteriore alla curva 13 all’ottavo giro mentre era in ottava posizione, una caduta simile a quella avuta nello Sprint il giorno precedente. Nakagami e Mir sono rimasti a lottare per la top-10, ma con grande cautela. Non è stato sufficiente per Mir, che è caduto nel 12º giro.

Il duro colpo per Martín

E il dramma è arrivato anche per Jorge Martín quando eravamo entrati nel cuore della gara, in un momento in cui era necessario rallentare il ritmo e non esagerare. Aveva un vantaggio di 2″977 su Viñales al tredicesimo giro quando è caduto alla curva 11.

Martinator è rimasto sulla pista per diversi minuti cercando di capire cosa fosse successo, un grave errore che restituiva il comando a Bagnaia. Sia Viñales che Bagnaia hanno capito il messaggio e hanno rallentato il ritmo. Maverick è rimasto in testa con 1″2 di vantaggio su Bagnaia, ma come accaduto nello Sprint ha iniziato a soffrire. Non era l’unico, la sofferenza era comune e bisognava resistere.

Giro dopo giro, Bagnaia si è avvicinato, ma doveva calcolare i rischi. A otto giri dalla fine, c’è stato il sorpasso di Bagnaia su Viñales che gli restituiva virtualmente il comando del campionato con un vantaggio di 18 punti su ‘Martinator’, che aveva iniziato la gara con soli sette punti di svantaggio. Con questo sorpasso, Viñales aveva nuovamente perso l’opportunità di diventare il quinto pilota nella storia a vincere con tre marche diverse nella categoria regina, dopo Hailwood, Mamola, Lawson e Capirossi, il primo completamente nell’era MotoGP.

Anche se Quartararo ha superato Vinales, che l’anno scorso era salito sul podio a Mandalika, i due sono andati avanti insieme e a tre giri dalla fine si sono avvicinati pericolosamente a Bagnaia, che continuava a fare il ragioniere. Ma Viñales ha iniziato a difendersi da Quartararo a due giri dal termine, dando un po’ di respiro a Bagnaia.

È stata davvero una sfida per l’italiano, che nelle ultime curve della gara è stato salvato dall’eccessiva prudenza di Viñales, il quale ha calcolato che fosse meglio essere secondi piuttosto che rischiare tutto, ma ha comunque bisogno di accumulare punti. È stato solo il terzo podio dell’anno per lui. Ma Bagnaia ha fatto una gara incredibile quando ne aveva più bisogno, vincendo partendo dalla tredicesima posizione in griglia.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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