Si è detto peste e corna del Gp di Las Vegas. Ma è innegabile che hanno vinto Loro, intesi come Libery Media, ma soprattutto la città. Lo spettacolo offerto durante lo svolgimento dell’intero week end del Gp è stato impareggiabile. In nessuna parte del mondo, per nessuno sport in assoluto, si è mai vista una cosa del genere.

La F1 si è piegata, con tanto favore e piacere, alle logiche commerciali di chi sa fare intrattenimento. Ogni cosa, ogni dettaglio è stato curato come solo la città degli eccessi sa fare. La pista che veniva criticata per la forma relativamente semplice del tracciato ha offerto uno spettacolo discreto. Per la prima volta nella stagione la Red Bull ha trovato un avversario non per difficoltà estranee, ma per effettiva competitività in pista. Quindi Il GP di Las Vegas ha chiaramente fatto capire la direzione che deve prendere la Formula

Per adesso deve diventare un carrozzone enorme che deve accontentare tutte le anime: Quelle ortodosse, legate alla tradizione, e quelle più proiettate verso un futuro dove tutto deve apparire bello e costoso. Ventitre appuntamenti sono sufficienti a garantire che tutti siano accontentati, ma il rischio che nel mondo ci siano altre Las Vegas è concreto. Se lo spazio non sarà sufficiente, saranno sacrificati i Gp storici, quelli che con la sola pista e nessun altro intrattenimento fanno fatica a sopravvivere.

Max Verstappen 10: Aveva già vinto alla prima curva, quando per l’ennesima volta si è preso con la forza la prima posizione. La penalizzazione di cinque secondi è poca cosa, soprattutto quando ha la fortuna sempre dalla sua. Vincere non è stata una passeggiata, ma nemmeno un impresa così impervia.

Esteban Ocon 8: La sua Alpine è un una rara giornata di gloria. Anche partendo dalle retrovie non poteva lasciarsi scappare l’occasione di fare una bella gara. Una rimonta fatta di intelligenza, di fortuna, ma soprattutto di bei sorpassi. Il risultato finale davanti al compagno partito molto più avanti è la ciliegina sulla torta.

Charles Leclerc 7: Ancora una volta non riesce a fare le spalle larghe nei confronti di Verstappen. Se al posto suo ci fosse stato il francese di cui sopra, non sarebbe finita con Max davanti. Il talento non si discute. Leclerc è un pilota velocissimo, ma deve maturare quella cattiveria che serve per diventare campioni.

Lance Stroll 7: Il ritorno alla vecchia monoposto ha giovato più al figlio di Papà che al suo capitano. Finalmente ha trovato una sua dimensione. Un finale di stagione che gli consente di poter reclamare il suo sedile per ancora un’anno.

Carlos Sainz 7: Sfortunato, ma ancora più poco tutelato nella sventura. C’è una ragionevole certezza di aver perso un’occasione per bissare la vittoria di Singapore. Poteva farcela, se solo la Ferrari non avesse il peso politico di una piuma.

Sergio Perez 6: Gli è stato chiesto di arrivare secondo nel mondiale per non perdere il contratto. Il messicano si è vestito da ragioniere ed ha portato a casa il risultato. Camperà di rendita un altro anno, ma ci vuole veramente un onore di plastica per mandare giù anche la sconfitta su Leclerc.

Lewis Hamilton 6: Una gara opaca. Una prestazione grigia e sottotono. Sempre in battaglia a centro gruppo, con l’impossibilità di poter fare la differenza. Un finale di stagione in discesa che potrebbe costare caro al team.

George Russel 6: Sembra essere l’unico pilota che non ha timori reverenziali nei confronti di Max Verstappen. Anche questa volta ha chiuso la porta e c’è stato un contatto. Non aveva nessuna speranza vista la prestazione ma ben venga qualcuno che faccia capire a Max che non è sempre un tappeto rosso.

Fernando Alonso 6: Una brutta partenza. Lo spagnolo due volte campione del mondo sbaglia di brutto la prima staccata. Finisce in testacoda si riprende e riesce a rimontare anche grazie alla safety car, ma oggi gli onori li prende il suo bistrattato compagno.

Oscar Piastri 6: Manca il capitano, ma lui ormai sa fare bene il suo lavoro. Nonostante le difficoltà evidenti della monoposto riesce a portare a casa un punticino. Poca cosa ma dimostra una certa concretezza e costanza di rendimento.

Las Vegas 10: Hanno vinto la loro scommessa. Hanno speso ciò che Singapore e Montecarlo assieme non riuscirebbero a racimolare come budget. Ma lo spettacolo ha ripagato, in termini di introiti e di immagine. Sanno come si fa show e lo hanno dimostrato. Hanno portato la F1 in un’altra dimensione, aprendo una nuova via al motorsport.

Frederic Vasseur 5: Il comportamento del team principale della Ferrari ha mostrato tutta la pochezza dal punto di vista politico del team di Maranello. Le gare non si vincono solo con una monoposto che va bene in pista ma anche con una personalità che sa farsi valere fuori nelle sedi dove si prendono le decisioni.

Toto Wolff 7: Ha fatto il suo lavoro e lo ha fatto bene. La sportività non fa parte della F1.

Liberty Media 8: Cone Las Vegas hanno vinto la loro scommessa. Un evento che consente al gestore del circus di avere carta bianca su tutto ormai. Non ne sbagliano una con introiti sempre più alti.