La BMW X1 si è rinnovata con il chiaro intendo di dimostrare come un costruttore premium del calibro di BMW possa conservare i propri principi dinamici e tecnici anche adottando una piattaforma tecnica profondamente diversa. A guardare la X1, mentre mi vengono poste le chiavi per effettuare il test drive, si può notate come il doppio rene anteriore, simbolo canonico di BMW sia diventato ancora più largo ed aggressivo.
Da qualche parte, ricordo di aver letto, che una persona alza la voce in una conversazione per compensare la mancanza di sicurezza in se stesso. Ebbene, se questa tesi è vera la crescita esponenziale del doppio rene BMW, soprattutto sulla X1, rappresenta un urlo forte per ribadire che la X1 è degna del brand. In ogni caso, resta da fare ancora i conti il numero 18ì ad indicare il tre cilindri turbo benzina 1.5 litri turbo. I tecnici bavaresi promettono di aver rispettato lo spirito BMW e che il numero dei cilindri non è rilevante per avere prestazioni che restano adeguate al brand bavarese. Due concetti che andranno dimostrati su strada!

Interni rinnovati e tecnologici
Il nuovo stile incrementa leggermente le dimensioni, grazie soprattutto ai paraurti con le nuove prese d’aria. Gli interni, invece, sono stati oggetto di un profondo aggiornamento sua funzionale che tecnico. La nuova scelta ergonomica ha ridotto l’uso dei pulsanti analogici affidandosi in modo massiccio alle pulsantiere digitali touch. Il nuovo display curvo posto al di sopra della plancia domina letteralmente l’abitacolo con la sua presenza scenica.
Un scelta moderna ma discutibile quella di non riservare una sorta di ridondanza analogica almeno per il controllo del clima. La regolazione della temperatura avviene solo toccando il touchscreen alternando le schermate per ogni funzione dell’auto. Attraverso il monito principale si ha accesso anche alla selezione delle modalità di guida, altra cosa che avrei preferito selezionabile a pulsante, ed il classico sistema di navigazione.

Interfaccia complessa ma c’è un ottimo controllo vocale
Il sistema, quindi, appare tanto spettacolare quando complesso nell’uso. La logica con cui è stata concepita la struttura dei menu non è immediata e necessita di molto tempo per essere usata in sicurezza mentre si circola nel traffico. I pochi elementi analogici sopravvissuti alla rivoluzione digitale si trovano sul bracciolo centrale dove è posto un piccolo cursore per il controllo del sistema. Alla luce di quanto visto, è decisamente meglio usare il controllo vocale, ben fatto, ed in grado di recepire comandi con diversi timbri di voce senza ed in modo informale.
Nella lista di accessori è presente il pratico ed utile l’head-up display in dotazione sull’auto in prova migliorando l’utilizzo della strumentazione digitale di bordo. Nel display a realtà aumentata possono essere visionate efficacemente la navigazione ed altre informazioni fondamentali. L’alternativa a basso costo è la funzione “Augmented View” che utilizza parte della mappa attraverso la telecamera anteriore per ampliare la grafica del navigatore, ma basta una prova anche di pochi metri con due vetture dotate di entrambi i sistemi per capire che la soluzione dell’Head up Display vale i soldi che costa.

Piu spazio per passeggeri e bagagli
Una delle cose positive dell’aver sviluppato un telaio nato per la trazione anteriore è la possibilità di sfruttare l’abitacolo in modo intelligente migliorando la capienza interna. Il sedile posteriore, infatti, può essere spostato in avanti di ben 13 centimetri aumentando il volume del bagagliaio di ulteriori 50 litri arrivando a 540 litri ma anche a 1365 litri con i sedili abbattuti anche in modo parziale.
La vettura oggetto della prova era dotata del pacchetto M Sport e comprende l’assetto adattivo. Questa taratura specifica abbassa dell’assetto ed irrigidisce ammortizzatori e molle senza utilizzare un controllo elettronico dell’assetto. I tecnici BMW indicano come adattivo l’assetto riferendosi al fatto che nonostante sia più rigido ha comunque una logica progressiva in funzione dello sforzo profuso sul telaio in curva. Purtroppo la perdita di comfort è evidente molto di più di quanto potrebbe garantire un reale assetto adattativo elettronico.

Motore adeguato alle aspettative
E’ arrivato il momento di andare in strada e di toccare l’argomento più scottante della prova su strada, il giudizio sul piccolo tre cilindri BMW. Sulla carta la potenza non è eccessiva, si parla di 136 CV per un valore di coppia pari a 230 Nm abbinato ad un cambio doppia frizione a sette rapporti. Un comando decisamente ben fatto, molto dolce e reattivo quanto basta per quando si vuole fare sul serio con l’uso delle modalità di selezione manuale.
Sarà che le aspettative erano tante, o la mancanza di fiducia nei numeri di BMW, ma ho utilizzato subito la modalità di guida più aggressiva andando senza troppa dolcezza sul gas pensando di non avere tanta potenza a disposizione. Invece la sorpresa è arrivata quando il propulsore ha risposto in modo rapido ai comandi dell’acceleratore. L’X1 18i scatta in vanti accelerando rapidamente al punto da necessitare una costante rimodulazione della pressione sul gas, anche rinunciando alla modalità Sport per evitare un andamento toppo altalenante della prestazione. Il passaggio sul classico 0 a 100 km/h è molto visino ai 9 secondi e permettere di raggiungere anche una velocità di tutto rispetto di 208 km/h.

Ottima ripresa grazie al buon cambio doppia frizione sette rapporti
In ripresa prende il comando il cambio automatico consentendo un passaggio per un sorpasso rapido da 60 a 100 km/h in circa 5 secondi. Un recupero tipico da medio-alta velocità da 80 a 120 km/h avviene in meno di 7 secondi. In sostanza questo propulsore ha un erogazione di potenza vivace senza diventare ruvido come accade con alcuni rivali mantenendo una buona spinta anche ai regimi medio alti. Un motore ben bilanciato con pochissime vibrazioni anche a freddo con un sound non del tutto spiacevole.
Il comportamento stradale cambia rispetto alla prima X1 basata sulla medesima piattaforma tecnica. La nuova versione appare migliorata, segno che i tecnici BMW sanno porre rimedio ad alcune incertezze dei primi approcci in modo efficace. La X1 in prova mostra una agilità negli spazi stretti molto simile alle Mini. Lo sterzo appare preciso con un ottima risposta comunicando in modo chiaro ciò che avviene sotto le ruote anteriori. Il driver può capire quando dare gas anche in anticipo. Ci vuole ben più della coppia che riesce a mettere a terra il piccolo tre cilindri per mettere in crisi l’avantreno e indurre al sottosterzo il muso dell’auto.

Buona dinamica di guida, divertente
La X1 si guida in scioltezza e con piacere, grazie a reazioni sempre controllate e facili da gestire con una gommatura generosa da 245 su cerchi da 19 pollici. Anche l’approssimarsi del limite di aderenza viene chiaramente percepito e gestito facilmente grazie alle buone doti dello sterzo ed i limitati spostamenti dei pesi merito del set up M Sport.
Nonostante mi sia fatto prendere la mano ed abbia tirato il collo al piccolo tre cilindri in modo considerevole il consumo medio di 6,9 litri/100 chilometri appare come un buon risultato finale. La X1 18i parte da 42.800 euro ed è ben dotata, ma la M Sport oggetto della prova era decisamente meglio ad un prezzo che sale a 45.550 con l’aggiunta degli accessori presenti in prova arriva senza grossi problemi anche a 48.000 euro. Una volta poteva dirsi salato, ma guardando il listino ci sono molte competitors generaliste che si sono avvicinate a questa cifra senza avere il giusto appeal del brand sul cofano motore.

In conclusione
Nel complesso, se fossimo un tipo di automobilista proveniente da un produttore generalista, che mai ha posseduto una BMW, la X1 rappresenterebbe una scelta ottimale per design esterno ma soprattutto per l’esperienza di guida digerendo con molta facilità la presenza di un tre cilindri sotto il cofano motore. La X1 18i 136cv M Sport oggetto della prova, in termini oggettivi è una ottima auto, ma pur apprezzando il lavoro fatto dai tecnici BMW nell’assicurare un prodotto in linea con la filosofia del brand, la differenza tra 3 cilindri e 4 cilindri non è solo un numero e rimane dura da digerire per un pubblico maturo e conservatore.
