Il mercato piloti della MotoGP è in pieno fermento, in particolare che ora si sono posizionate alcune delle pedine più preziose. La prima pedina “pesante”, quella che fa partire la danza delle altre pedine lì in piedi, è stato il passaggio di Marquez al Team Ufficiale Ducati.
Questo ingaggio da parte del team interno della Casa di Borgo Panigale ha fatto felici alcuni e incazzare molti, forse moltissimi. Analizziamo l’accaduto e vediamo di fare una breve analisi delle conseguenze di questo innesto pesante.
Il primo ad aver mal digerito la cosa è il leader della classifica Jorge Martin che, dopo l’ufficialità del passaggio di Marc in rosso, ha preso bagagli e burattini e ha firmato senza voltarsi indietro con Aprilia. Jorge si aspettava un trattamento diverso visto che guida la classifica e sta facendo quanto gli era richiesto da Ducati: vincere. Ma come, la classifica gli sta dando ragione e Ducati sceglie un altro al suo posto? Il board Ducati non voleva farsi sfuggire Marc che aveva lanciato un messaggio chiaro: o ufficiale o niente. Sull’altare del sacrificio ci è finito Jorge Martin.
Il repentino passaggio di Martin a Noale ha creato problemi anche nel team veneto: Vinales era assolutamente ignaro della trattativa, o magari sapeva che c’era questa possibilità ma non si aspettava una cosa così rapida. Gli eventi hanno subìto un’accelerazione importante, lui l’ha presa malissimo tanto da prendere armi e bagagli e andare in KTM Tech3 a far coppia con Bastianini.
Chi non ha preso benissimo tutta la situazione è il patron del Team Prima Pramac, Campinoti: prima il rifiuto, visto come un affronto e un’offesa, di Marquez. Poi il mancato passaggio di Martin in rosso, passaggio che doveva essere naturale visto che la struttura di Campinoti è partner Ducati da anni e serviva come trampolino da lancio (o Junior Team come dicono quelli fighi) per i giovani del vivaio di Borgo Panigale. Yamaha è pronta a sfruttare l’occasione, vedremo come si evolverà il tutto.
Veniamo ora ad alcune considerazioni per provare a dare una risposta definitiva a chi si chiede: ha fatto bene Ducati a mettersi in casa Marquez?
Perché SI: partiamo dal presupposto che un pilota come Marquez è e sarà sempre divisivo, come lo sono stati tutti i grandi campioni di qualsiasi sport. Quindi è assolutamente naturale accontentare alcuni, scontentarne altri. Ducati però ha così l’occasione di mettersi in casa un 8 volte campione del mondo, che ha dimostrato di poter ancora dare molto ed essere vincente.
In questo modo ha inoltre creato un super team: 11 titoli mondiali in due, che potrebbero diventare 12 in questa stagione, e un concentrato di talento che gli altri team si possono solo sognare.
Ultima cosa ma forse la più importante: un vecchio adagio diceva “tieni vicini gli amici, ma ancor più vicini i nemici”. Se non lo avesse ingaggiato Ducati sarebbe forse finito in Aprilia, o magari in KTM, col rischio di trovarsi un Marquez in forma su moto che hanno dimostrato di poter essere molto competitive. Non ne siete convinti? Fatevi una domanda: chi tra Marquez e Martin sarebbe stato più pericoloso su una moto diversa da Ducati?
Perché NO: innanzitutto per gli equilibri interni al Team. Marc è un pilota “pesante” sotto ogni punto di vista ed è in grado di mettere in difficoltà chiunque. Se come talento Bagnaia sta esprimendo – non sempre con costanza va detto – cose incredibili e ha dimostrato non solo di saper reagire nei momenti difficili, ma anche di evolvere rapidamente come pilota, gestire l’ingombranza di Marc sarà per lui una cosa nuova.
Altra cosa importante è il possibile saluto di un team satellite importante come Pramac, solido economicamente e da sempre un partner sicuro con un know how invidiabile.
Inoltre si è perso un talento come Martin che, nonostante dovesse ancora maturare in alcune aree, era parte di quella filiera di giovani che proprio come Bagnaia sono passati da un team clienti al team ufficiale. Questa filiera ora dovrà, in caso di interruzione del rapporto con Campinoti, essere ripristinata.
Insomma, si è aperto un bel vespaio e ora ci sono alcune cose non proprio marginali da sistemare: se Ducati perde Pramac, dove andranno le due moto “buone”. A VR46? A Gresini? Una a testa? E chi le guiderà?
E se Pramac passerà in Yamaha, che farà Morbidelli che ha fatto di tutto per scappare dalla casa di Iwata?
Che dire poi dei piloti KTM appiedati come Miller? Chi affiancherà Martin in Aprilia?
Siamo solo agli inizi, ora vediamo il proseguio degli eventi, ci sarà da divertirsi. Non vorrei essere il manager di qualche pilota ancora da piazzare, saranno settimane stressanti. Voi che ne pensate?
