La Smart, per sopravvivere, deve cambiare pelle. La sua nuova vita parte da una mini-SUV elettrica, con un nome simbolo della rinascita Smart #1, mandando nella soffitta dei ricordi la Fortwo. Tutto nuovo, quindi, e tutto proveniente dalla Cina, ma con risultati da vettura premium, soprattutto per i costi, con un autonomia teorica di 365 km con batteria da 66kWh. il tutto condito da una dinamica piacevole.

E Andiamo!
La joint venture con produttore cinese Geely ha portato alla nascita del primo B-SUV Smart #1, “Hashtag One” per la precisione. Un SUV per andare nella direzione del mercato, con un design accattivante concepito per l’Europa con un risultato discreto, decisamente piacevole alla vista.
Se la carrozzeria è originale, per gli interni i tecnici Smart avevano una sola via da seguire. La scelta di usare un unico monitor centrale da 12,8 pollici per la gestione di ogni funzione di bordo è praticamente la via tracciata da Tesla. La strumentazione è demandata ad un display davanti al conducente che incorpora il tachimetro, lo stato di carica, l’autonomia e poco altro. Anche se piccolo può essere integrato da un pratico Head up Display. La gestione dei sistemi ADAS come il controllo della velocità di crociera, del computer di bordo, nonché il controllo del sistema multimediale come il volume e la risposta telefonica sono utilizzabili attraverso i tasti sulla pulsantiera di tipo fisico.

Sistema multimediale ben fatto
Come molte Mercedes moderne c’è un ambiente illuminato con la bellezza di 64 colori disponibili. Il sistema di navigazione, invece, è piuttosto complesso da gestire, soprattutto per le molteplici funzioni che servono per la gestione dei percorsi a lunga gittata per l’autonomia elettrica con capacità di avere aggiornamenti software on the air. Ancora più, utile, la presenza di un avatar che assiste gli automobilisti, soprattutto boomer nel passaggio a una tecnologia completamente digitale. Per gli utenti, come chi scrive, pur con i capelli grigi, che sanno usare la tecnologia moderna il sistema della Smart #1 consente un buon controllo controllo vocale che si adatta rapidamente alle inflessioni colloquiali nei fornire i comandi.
La batteria da 66 kWh è utilizzabile al netto dei 62 kWh che dovrebbe consentire di percorrere 440 chilometri secondo WLTP. In effetti la percorrenza media 335km realistici. Un valore quello del consumo di 20,5kWh/100km che denota come si debba ancora fare molto per raggiungere valori di efficienza della concorrenza. Molto importante solo i due classici valori minimi con l’autonomia autostradale a 130km/h a clima freddo di 235km per diventare 495km in città a clima mite.

Ricarica alternata veloce con la versione Pro Premium
La versione Pro+ Premium in prova può caricare da colonnine AC fino a 22 kW è una particolarità unica, visto che la maggior parte delle elettriche di ogni fascia, la entry level si ferma per esempio a 7,4kWh. Ammesso di trovare una colonnina pubblica che può erogare la massima potenza si può effettuare una carica completa in tre ore.
Nelle stazioni di ricarica rapida DC il modello in prova può caricare a 150 kW consentendo 30 minuti per il passaggio dal 10 all’80% con una potenza di ricarica media di 107 kW registrata alla colonnina. La Smart #1 non è la più rapida nella carica ad alta potenza, ci sono vetture della concorrenza coreana che fanno meglio ma comunque può affrontare anche uno spostamento intercity senza grossi problemi cin qualche sosta in più.

La potenza non manca!
La potenza è di 272 CV garantisce un’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi, con una velocità massima di 180 km/h. La risposta alle sollecitazione del gas è molto rapida, soprattutto nella modalità di guida più sportiva, senza incertezze ne ritardi. La progressione resta costante senza appiattimenti tipici delle auto elettriche anche in allungo. La ripresa cittadina dai 20 a 40km/h è estremamente rapida, tanto da necessitare un attenzione alla pressione del gas per i neofiti dell’auto elettrica. Dal punto di vista del comfort, viaggiare sulla piccola Suv della Smart è piacevole, ben ammortizzata e silenziosa.
Il comportamento della Smart #1 è stato decisamente influenzato dalla presenza ossessiva del sistema di gestione delle sbandate, l’ESP. In effetti una volta capito che tutto dipende dall’accelerazione verticale che innesca il suo intervento, basta essere più dolci in inserimento di curva con una migliore gestione del trasferimento di carico per avere una vettura più libera ed in grado di dimostrare il suo potenziale. Una volta capito il trucchetto non è difficile innescare una leggera sterzata con il posteriore dell’auto in uscita di curva grazie alla risposta sensibile dell’acceleratore che manda tanta coppia alle ruote in modo piuttosto aggressivo. In mano a driver esperti la B-SUV di Smart diventa anche piuttosto divertente gestire, con un leggero sovrasterzo di potenza alla vecchia maniera nella fase finale della curva. Per i guidatori meno esperti, e meno furbi al volante, l’ESP interviene rapidamente, controllando tutto in modo efficiente consentendo di gestire la potenza sull’asse posteriore in modo efficace anche per i meno esperti rimanendo stabile e sicura.

Prezzi ed allestimenti
La Smart #1 con batteria base da 66 kWh parte da 42.490 euro, nell’allestimento Pro+, mentre sale a 43.580 euro per la versione un prova Premium oggetto della prova ma si può andare oltre a 46.490 euro per la Pulse, decisamente cara, per non parlare della Brabus a 48.990 euro. Per chi vorrebbe risparmiare si può accedere alla batteria entry level da 49 kWh a 37.490 euro con di serie il climatizzatore automatico, sedili riscaldati, sedili in similpelle e fari a LED sono rimasti invariati.

Conclusioni
La Smart #1 è una vettura che ha perso al sua capacità di essere una sorta di scooter a quattro ruote. Da un lato c’è stato un notevole guadagno di spazio, da un altro i tecnici tedeschi si sino complitati l’esistenza inserendo un enorme consolle a ponte tra i due sedili che torna a far respirare la vecchia aria angusta delle piccole ForTwo. In ogni caso si può andare in giro un quattro o anche cinque senza grossi problemi ma il bagagliaio resta piuttosto piccolo, al di sotto della media per queste dimensioni, ma non si può avere tutto.
I clienti premium possono dormire sonni tranquilli, le finiture non fanno trasparire in nessun modo la provenienza cinese dell’auto ed il costo è proporzionatamente alto. Gli interni non rinnegano la volontà di copiare i migliori ed il risultato è soddisfacente grazie al controllo vocale molto simile al migliore MBux Mercedes, anche se il monitor è veramente grosso!

