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F1: Gp Monza, pagelle “il rischio calcolato!” di GM

Si è detto che la tattica di gara della Ferrari che ha portato alla vittoria Charles Leclerc nel GP di Monza, è stato un azzardo che ha pagato. Ma non puoi correre tale rischio se non ci sono numeri che supportano tale scelta.

Il muretto box della Rossa aveva tutto in mano per decidere di andare per una tattica ad una sola sosta. Il passo gara era buono, migliore della prestazione in qualifica, come era già successo in Olanda, del resto. Il distacco da Mercedes e Red Bull era tale per cui anche se avessero fallito non sarebbe potuto andare peggio di come si era messa alla partenza. Quindi un rischio calcolato.

Come successo per il Gp del Belgio, si possono adottare delle tattiche rischiose se hai dei piloti in macchina che hanno talento da poterle applicare con successo. In quel caso fu George Rusell a mostrare tutta la sua classe. A Monza è stato Charles Leclerc a dimostrare di avere le carte in regola per entrare di diritto nel novero dei campioni.

Charles Leclerc 10: Il monegasco è maturato, non è solo veloce, ma ha anche il talento per gestire il passo ed aiutare il team a gestire le tattiche di gara in modo attivo. Un altro tassello verso la consacrazione con un titolo mondiale.

Carlos Sainz 7: Il suo primo stint allungato ma non troppo, ha permesso al team di avere una informazione fondamentale sull’usura gomme. La sua resistenza ai due della McLaren ha rappresentato il migliore gioco di team possibile. Una garanzia per la Williams se vuole crescere.

Lewis Hamilton 7: La gara è sembrata anonima, lontana dai riflettori, ma riesce a mettere la sua Mercedes una posizione migliore di come sia partita. Doveva fare quello che sa fare meglio, pilotare bene per ottenere il massimo.

Max Verstappen 7: I campioni non si vedono quando si vince, ma come riescono a perdere limitando i danni. Il campione del mondo ha fatto il massimo in un Gp dove poteva andare veramente male. Il campionato piloti è ancora salvo.

Kevin Magnussen 7: Aggressivo come al solito, un punto prezioso per la Haas che però lo spedisce dritto in tribuna per indisciplina. Ci domandiamo se il danese fosse stato al posto di Norris come sarebbe finita alla Roggia!

Oscar Piastri 6: Era talmente concentrato sul battere il suo compagno, che ha perso di vista il vero rivale per la gara. E penare che aveva dichiarato di essere disponibile a mettersi al servizio del team per aiutare Norris, ma alla fine è emerso l’egoismo sano del pilota.

Sergio Perez 6: Anche quando sembra che riesca a tenere il passo del capitano, in una giornata disastrosa, emerge comunque la sua incapacità di cambiare passo e di arginare in qualche modo i limiti della monoposto.

Alexander Albon 6: La Williams è in crescita. Ad Albon era richiesto di concretizzare gli sforzi con i punti e lo ha fatto bene.

George Russell 5: Sbaglia l’approccio alla prima curva in partenza e rovina definitivamente la sua gara.

Lando Norris 4: Le prende da Verstappen, le prende anche da Russell, ma soprattutto le prende dal suo compagno. Ma cosa ancora più drammatica non conta quasi nulla all’interno del suo team. Prima comprende che può contare solo su se stesso prima riesce a farsi rispettare dagli altri piloti.

Ferrari 8: Si è parlato di azzardo, ma a guardare bene, tutti i numeri erano chiari da parte del muretto box. L’usura gomme era già stara verificata in parte allungando lo stinti di gialle con Sainz, ma soprattutto hanno dimostrato di avere memoria lunga copiando la tattica Russell che lo ha portato alla vittoria del Belgio.

Papaya Team 4: Sembrano dilettanti con una monoposto competitiva per caso. L’importante è il campionato costruttori. Ma le regole papaya per l’ingaggio tra i due piloti sono veramente ridicole. Il distacco in classifica mondiale tra Piastri e Norris è tale per cui non si può concedere la libertà di lottare visto che l’unico dei due a poter impensierire Verstappen è Norris.

Il nuovo asfalto di Monza 5: Liscio, sporco, con una lentezza enorme ad essere gommato. Un scelta che andava fatta in modo più oculato visto quello che costa.

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