La Formula 1 rischia di dire addio a uno dei suoi circuiti più iconici. Il Gran Premio dell’Emilia Romagna, disputato lo scorso weekend, potrebbe essere stato l’ultimo appuntamento sul leggendario tracciato di Imola per il prossimo futuro. Il contratto dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari è infatti scaduto, e al momento non ci sono certezze su un suo rinnovo.
Nonostante l’ottimismo mostrato dagli organizzatori locali, il presidente della Formula 1, Stefano Domenicali, ha recentemente sottolineato quanto sia difficile, oggi, giustificare la presenza di due gare nello stesso Paese. La forte concorrenza da parte di nuovi Paesi desiderosi di entrare nel calendario mondiale impone scelte difficili, e l’Italia potrebbe essere costretta a rinunciare a uno dei suoi due storici appuntamenti.
Situazioni simili stanno riguardando anche altri circuiti europei. Zandvoort uscirà dal calendario dopo il 2026, mentre Spa-Francorchamps ha accettato un’alternanza che prevede la sua esclusione nei campionati 2028 e 2030. Ancora più drastico il destino di Hockenheim e Nürburgring, da tempo fuori dalla Formula 1, sacrificati in favore di nuovi tracciati — spesso cittadini — in Paesi con una tradizione motoristica molto limitata.
A sollevare la voce in difesa dei circuiti storici è stato il leader del campionato mondiale, Oscar Piastri. Il pilota McLaren ha espresso profondo apprezzamento per Imola, definendolo “uno dei suoi circuiti preferiti” e sottolineando l’importanza di tutelare la storia della Formula 1.
“È un tracciato fantastico. Ho corso qui solo una volta, ma è già nella lista dei miei preferiti,” ha dichiarato Piastri. “Capisco che avere due gare in uno stesso Paese, con tutte le richieste che riceviamo da nuove nazioni, possa sembrare eccessivo. E se si deve scegliere, è difficile rinunciare a Monza. Ci sarebbero delle rivolte se saltasse Monza!”
Il pilota australiano ha poi lanciato un appello alla cautela: “Zandvoort sparirà, Spa sarà a rotazione… non sono scelte che mi entusiasmano. Dobbiamo stare attenti a non perdere questi circuiti storici. Forse Imola non è la pista migliore per i sorpassi, ma per l’esperienza di guida è eccezionale. Dobbiamo tenerne conto.”
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Franco Colapinto, neo-pilota Alpine, che ha espresso il proprio amore per Imola e per il fascino delle piste old-school.
“Amo Imola, amo l’Italia. Ho grandi ricordi qui. Ho debuttato in Formula 1 a Monza e ora sono a Imola, sempre in Italia, ma con un nuovo team. È un circuito straordinario, con una storia immensa. A tutti noi piloti piace correre qui,” ha spiegato l’argentino. “È una pista unica, molto diversa dai circuiti moderni progettati da Tilke. È tecnica, impegnativa e divertente da guidare.”
Le parole di Piastri e Colapinto rappresentano un messaggio chiaro: nel futuro sempre più globalizzato della Formula 1, la tradizione non deve essere sacrificata in nome del business. Perché l’anima dello sport, spesso, si trova proprio tra i cordoli dei circuiti che hanno fatto la storia.
