Il tema del controllo dei costi torna d’attualità in MotoGP. A parlarne è Carlos Ezpeleta, direttore sportivo di Dorna, che in un’intervista esclusiva rilasciata a Crash.net ha dichiarato che la società promotrice del campionato non si opporrebbe all’introduzione di un tetto ai costi, a patto che siano i costruttori stessi a richiederlo congiuntamente.
“Nessun costruttore ci ha mai proposto un cost cap in stile Formula 1, ma se decidessero di farlo insieme, non sarebbe certo Dorna a opporsi,” ha dichiarato Ezpeleta.
Un tema già sollevato da Aprilia
La questione era già emersa a gennaio, quando il CEO di Aprilia, Massimo Rivola, aveva lanciato un appello alla riduzione dei costi dopo la crisi finanziaria attraversata da KTM – poi rientrata grazie all’investimento del gruppo indiano Bajaj.
Attualmente in MotoGP sono in vigore alcune misure per contenere le spese, come le restrizioni su test, sviluppo del motore e aerodinamica. Tuttavia, manca ancora un vero e proprio tetto alle spese complessive, come invece avviene in Formula 1.
“Le regole sono la chiave per contenere i costi”
Secondo Ezpeleta, la strategia più efficace per limitare le spese non è tanto un limite di bilancio, quanto regole tecniche ben definite:
“Abbiamo sempre puntato su regolamenti rigidi per contenere i costi. Un solo motore, un solo aggiornamento aerodinamico… queste cose fanno una grande differenza,” ha spiegato.
“Dal punto di vista tecnico, i team investiranno sempre tutto ciò che possono per guadagnare anche solo un millesimo sul giro. Il nostro lavoro è fare in modo che un milione investito non porti un decimo di vantaggio, ma magari solo un millesimo.”
Uno scenario futuro?
Ezpeleta non esclude che il tetto ai costi possa entrare in vigore in futuro, soprattutto se a chiederlo saranno i protagonisti del paddock:
“Se i costruttori decideranno di introdurre un cost cap, non ci opporremo. Il vero nodo sarà capire come farlo rispettare. Lo sport si evolve continuamente – dai materiali alla sicurezza, fino al marketing – ed è probabile che prima o poi anche il controllo diretto dei costi arrivi anche in MotoGP. Ne sono convinto.”
