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Red Bull a rischio declino senza Max Verstappen: l’allarme di Chandhok

La Red Bull potrebbe affrontare un futuro incerto in Formula 1 nel caso in cui Max Verstappen decidesse di lasciare la squadra. A lanciare l’allarme è Karun Chandhok, ex pilota e ora commentatore per Sky Sports F1, che ha paragonato la possibile crisi dei campioni del mondo a quella vissuta dalla Benetton dopo l’addio di Michael Schumacher.

Nonostante una RB21 meno dominante rispetto alle passate stagioni e nettamente inferiore alla sorprendente McLaren MCL39, Verstappen è riuscito a compiere miracoli nelle prime nove gare del 2025, conquistando due vittorie con una monoposto definita difficile da guidare e imprevedibile. Un’impresa che mette ancora più in luce la forte dipendenza del team austriaco dal suo fuoriclasse.

I numeri parlano chiaro: il tre volte campione del mondo ha conquistato 137 dei 144 punti totali della squadra nel campionato costruttori, lasciando le briciole ai suoi compagni. Liam Lawson è stato scartato dopo solo due weekend, mentre Yuki Tsunoda, pur mostrando sprazzi di talento all’inizio, sembra aver raggiunto un plateau.

Chandhok non ha usato mezzi termini: “Sono sette anni che Red Bull non riesce a trovare un secondo pilota competitivo. Tutti i piloti che non hanno funzionato con loro – da Pierre Gasly ad Alex Albon – stanno ottenendo buoni risultati altrove. Questo dimostra che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui viene progettata la vettura: è costruita su misura per Max, proprio come accadeva con Schumacher in Benetton”.

Il paragone con la scuderia italo-britannica non è casuale: dopo il passaggio di Schumacher alla Ferrari nel 1996, Benetton non ha più vinto una gara nei sette anni successivi, nonostante fosse reduce da due titoli mondiali consecutivi.

“Se Max dovesse andarsene – ha aggiunto Chandhok – tutta l’organizzazione Red Bull dovrebbe ripensare radicalmente il proprio approccio tecnico e progettuale”.

Anche Nico Rosberg, campione del mondo 2016, è intervenuto sulla situazione, manifestando solidarietà verso Tsunoda: “Max è un killer di compagni di squadra. Nessuno riesce a stargli vicino, è su un altro pianeta. Povero Yuki, è un ottimo pilota, ma contro Verstappen sembra impotente. È una situazione molto difficile”.

Il messaggio è chiaro: la Red Bull ha costruito un impero attorno a Verstappen, ma senza di lui rischia di crollare. E se non troverà presto una soluzione per rendere le sue vetture competitive anche per altri piloti, il futuro potrebbe riservare più ombre che luci.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori