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F1: Gp Canada, Pagelle “lo psicolabile che ti aspetti!” di GM

La Mercedes ha apportato modifiche minime ma mirate alla sua monoposto, riuscendo a sfruttare al meglio una combinazione favorevole di pista e condizioni climatiche. Questo le ha permesso di tornare competitiva dopo due Gran Premi in cui sembrava completamente smarrita. Le modifiche si sono rivelate efficaci, mettendo in difficoltà una McLaren che, in questo frangente, non ha saputo adattarsi con la stessa prontezza.

Ferrari in profonda crisi tecnica e gestionale

L’unico team che continua a non trovare la chiave per la vittoria è la Ferrari. La monoposto presenta carenze evidenti sotto diversi aspetti: aerodinamico, meccanico e, soprattutto, nella gestione strategica da parte del muretto. Mancano aggiornamenti, manca l’evoluzione tecnica e, cosa ancor più grave, manca la capacità di comprendere e sfruttare le finestre di funzionamento ottimale del mezzo, anche su piste favorevoli.

Un ambiente interno sempre più teso a Maranello

A peggiorare la situazione c’è un clima interno tutt’altro che sereno: i vertici del team sono sotto pressione costante, il personale vive con l’ansia da prestazione e la tensione regna sovrana. La mancanza di risultati sta facendo emergere profonde crepe organizzative e gestionali, rendendo difficile qualsiasi tentativo di rilancio.

Norris in crisi emotiva, Piastri brilla per solidità

Sul fronte McLaren, spicca la figura di Lando Norris, che rischia di compromettere il suo campionato a causa di una nuova crisi emotiva, già vista in passato. Al contrario, Oscar Piastri mostra una tenuta mentale solida: anche quando la vettura non è al massimo della forma, l’australiano riesce a mantenere concentrazione e prestazioni, candidandosi mettendo al sicuro la sua corsa al titolo.

George Russell – 10

Weekend perfetto. La monoposto torna finalmente competitiva e il pilota britannico non si lascia sfuggire l’occasione dell’anno. Preciso, veloce e mentalmente lucido: una vittoria che vale un’intera stagione. Capitano vero.

Nico Hülkenberg – 8

La migliore scelta possibile per la Sauber. Sfrutta al massimo gli aggiornamenti, dimostrando solidità, costanza e talento. Una prestazione di altissimo livello che rafforza il progetto del team. È una garanzia.

Kimi Antonelli – 7

Conquista il podio già al primo giro, chiudendo la sua miglior gara in Formula 1. Ha un buon passo e completa il trionfo Mercedes salendo sul podio accanto al capitano Russell. Ora serve il passo decisivo: puntare alla vittoria.

Charles Leclerc – 7

Due errori pesanti tra prove libere e qualifiche compromettono la sua gara. Il monegasco si lancia in una rimonta coraggiosa, ma ormai era troppo tardi. La strategia aggressiva poteva funzionare, ma difficilmente avrebbe cambiato il risultato finale.

Esteban Ocon – 7

Anche la Haas compie un passo avanti, e Ocon ne approfitta con una gara pulita, veloce e concreta. Una prestazione solida che porta punti preziosi al team. Bravo.

Carlos Sainz – 7

A fine gara, tra le polemiche e le lamentele, ha comunque ragione lui. La Williams non è competitiva, ma riesce comunque a racimolare un punto. Non spettacolare, ma efficace.

Max Verstappen – 6

Prestazione discreta per il campione del mondo. Non riesce mai ad attaccare davvero Russell e deve accontentarsi del secondo posto. Troppo poco per riaprire il mondiale, ma è comunque un segnale a una McLaren in evidente crisi.

Oscar Piastri – 5

Weekend da dimenticare. Lento in qualifica, inesistente in gara. Entra in collisione verbale (e quasi fisica) con Norris, dimostrando poca capacità di gestione in pista. L’unico punto a favore rimane la sua freddezza… ma stavolta non basta.

Lewis Hamilton – 5

Un weekend sfortunato. Davanti al suo pubblico, avrebbe potuto lottare almeno con Russell, se non fosse stato per la famigerata marmotta che ha danneggiato il fondo della vettura. Davvero sfortunato, quasi “jellato”.

Fernando Alonso – 5

La “verdone” è migliore in qualifica che in gara, ma almeno stavolta non crolla del tutto. Rimane vicino alla zona punti, ma lontano dai fasti a cui ci aveva abituato. Serve di più.

Lando Norris – S.V.

Non classificabile. Il contatto con Piastri evidenzia, ancora una volta, i suoi problemi emotivi. Il fatto che si renda conto dell’errore è positivo, ma il tema psicologico torna prepotentemente al centro.

Le Pagelle dei Team

Frecce d’argento – 8

Le Frecce d’Argento tornano a brillare. La monoposto migliora quanto basta per essere competitiva, e il team mette insieme tutti gli elementi per vincere e salvare la stagione. Se sarà l’inizio di una nuova era, lo scopriremo in Austria.

Bibitari – 6

I “bibitari” continuano a correre con una sola vettura. Il progetto tecnico sembra fermo, senza evoluzione, e tutto è sulle spalle di Verstappen. Anche il miglior pilota del mondo ha però dei limiti: non può fare miracoli ogni domenica.

Papaya – 5

Dopo mesi di attese e previsioni, arriva l’inevitabile: contatto tra Norris e Piastri. I media l’avevano previsto da tempo, e Andrea Stella sembra essersi arreso all’epilogo più scontato. Clima teso, e punti buttati via.

Chez Vasseur – 4

Chez Vasseur è sempre più nell’occhio del ciclone. Nessuna evoluzione tecnica, gestione confusa, ambiente teso. Si dice che verrà messo in discussione solo quando qualcuno monterà le gomme da bagnato con il sole. Se così fosse, non manca molto.