Nel tempio della velocità toscano, Máximo Quiles ha scritto una pagina memorabile della sua giovane carriera conquistando la sua prima vittoria nel Mondiale Moto3. Il 17enne spagnolo, allievo di Marc Márquez, ha trionfato al Gran Premio d’Italia replicando le orme del suo mentore, che nel 2010 ottenne proprio al Mugello il primo successo iridato. Una coincidenza straordinaria: anche la prima pole position e il primo podio di Quiles erano arrivati sulle stesse piste dove Márquez fece la storia.
La gara è stata una vera e propria battaglia di nervi e scie, resa ancora più imprevedibile dalle condizioni del tracciato: la pioggia notturna aveva rinfrescato l’ambiente, con 26 gradi nell’aria e 38 sull’asfalto.
La giornata di Valentin Perrone, che aveva conquistato il suo miglior piazzamento in qualifica (sesto), è stata stravolta poco prima della gara: penalizzato per aver ostacolato Quiles durante le prove, è stato costretto a partire ultimo. Ma nemmeno questo ha impedito all’argentino di diventare protagonista.
Dopo una partenza regolare, Carpe è riuscito a mantenere la testa, con Rueda e Ogden subito alle calcagna. Almansa ha preso il comando già al primo passaggio sul traguardo, sfruttando l’effetto scia, elemento cruciale su questa pista. Ma la gara è stata subito segnata da un incidente multiplo che ha coinvolto Vicente Pérez, Riccardo Rossi e Moodley.
Il primo grande colpo di scena è arrivato con la caduta di Almansa, finito a terra dopo un contatto con Ogden alla prima curva. Per fortuna, nessuno l’ha colpito. Poco dopo, Quiles si è portato al comando per la prima volta, anche se mantenere la testa era una missione quasi impossibile, con il gruppo principale costantemente in lotta.
Il leader del campionato, Rueda, ha provato a imporre il ritmo, ma nel giro di una curva è passato dal primo all’ottavo posto. I sorpassi erano continui, i contatti inevitabili: un episodio alla curva 1 ha messo fuori gioco Adrián Fernández e Luca Lunetta, travolti a catena dopo un contatto tra Muñoz e Pini.
Perrone, partito 26º, ha stupito tutti portandosi al comando a sette giri dalla fine. Ma il sogno italiano si è infranto con l’incidente di Guido Pini, rimasto a terra dopo un contatto con Kelso. Fortunatamente, nessuno lo ha colpito e l’incidente si è risolto senza gravi conseguenze.
Con il gruppo ridotto a dodici piloti, la tensione è salita alle stelle. Tra gli outsider si è fatto largo anche Dennis Foggia, sceso dalla Moto2 per rilanciarsi in Moto3 con il team Aspar, e deciso a brillare davanti al suo pubblico.
L’ultimo giro è stato da brividi. Carpe ha affrontato la retta finale in testa, ma Quiles lo ha sorpassato a San Donato. Álvaro ha tentato il controsorpasso, Foggia si è inserito, ma il giovane spagnolo ha difeso con coraggio e lucidità fino alla bandiera a scacchi, vincendo per appena sei millesimi.
Una gara pazzesca, un finale da fotofinish, una vittoria storica. Quiles corona così un sogno a soli 17 anni, consacrandosi come una delle promesse più concrete del motociclismo mondiale.
Alle sue spalle, Carpe e Foggia hanno completato il podio. Rueda, nonostante le difficoltà, ha chiuso al quarto posto e consolida il suo primato in classifica, con 56 punti di vantaggio su Piqueras, solo settimo.
