Un weekend, due storie opposte. Al Gran Premio d’Italia, Ducati ha visto concretizzarsi in pieno la dualità che sta segnando la sua stagione 2025 in MotoGP: da un lato Marc Marquez, implacabile vincitore e nuovo leader carismatico della casa di Borgo Panigale; dall’altro Pecco Bagnaia, ormai in crisi profonda e con un mondiale che sembra definitivamente sfumato.
Marc Marquez, sempre più padrone
Sul tracciato del Mugello, dove non vinceva dal lontano 2014, Marc Marquez ha messo in scena una doppietta perfetta: vittoria nella Sprint del sabato e trionfo nella gara lunga di domenica, la quinta combinata della sua stagione. Il tutto su una pista ritenuta poco favorevole al suo stile di guida. Eppure, con intelligenza strategica e gestione magistrale delle gomme, il fuoriclasse spagnolo ha chiuso un fine settimana impeccabile, incrementando il suo vantaggio in classifica a 110 punti proprio sul compagno di squadra Bagnaia.
«Sapevo che Pecco avrebbe attaccato subito, come fa sempre al Mugello – ha spiegato Marquez – ma ho preferito gestire, restare vicino e poi colpire al momento giusto. Quando Alex [Marquez] ha aumentato il ritmo, l’ho seguito e poi ho fatto la mia gara».
I numeri gli danno ragione: Marquez ha tenuto un passo medio di 1:47.163, il migliore tra i piloti di testa, confermando una costanza che è diventata ormai la sua arma letale. Anche quando non parte come favorito, riesce a far emergere la sua esperienza e la capacità di adattarsi alle condizioni.
Bagnaia, Mugello come punto di rottura
Se Marquez vola, Bagnaia affonda. Dopo un’apparente svolta ad Aragon due settimane fa, il due volte campione del mondo si è ritrovato al Mugello con gli stessi problemi che lo tormentano da inizio stagione: mancanza di feeling all’anteriore, sottosterzo in curva e degrado precoce della gomma. Il risultato? Terzo nella Sprint, fuori dal podio nella gara della domenica. Un crollo pesante, soprattutto considerando che aveva vinto le ultime tre edizioni del GP d’Italia.
«Ho dato tutto – ha ammesso Pecco con amarezza – ma dopo sei, sette giri ho perso fiducia. L’anteriore ha iniziato a scendere, la moto sottosterzava ovunque e ho cercato solo di arrivare in fondo. Non capiamo ancora cosa fare.»
Il passo medio di Bagnaia (1:47.395) racconta una gara difficile, compromessa già prima di metà distanza. Sorpassato da Fabio Di Giannantonio nel finale, ha tagliato il traguardo in quarta posizione, a oltre cinque secondi dal vincitore. Per un pilota che alla vigilia aveva detto “Se non vado forte qui, allora c’è qualcosa che non va”, la risposta è arrivata chiara.
Ducati: fiducia a tempo per Bagnaia
Nonostante la crisi, Ducati continua – almeno a parole – a sostenere il suo campione uscente. Il team manager Davide Tardozzi ha ribadito la fiducia: «Pecco è ancora il pilota veloce dello scorso anno, lo vediamo nei dati. Stiamo lavorando giorno e notte per trovare una soluzione, e sono sicuro che Gigi Dall’Igna riuscirà a venirne a capo.»
Ma la realtà dice altro: con una sola omologazione aerodinamica già utilizzata e i congelamenti dello sviluppo tecnico in arrivo nel 2026, lo sviluppo della Desmosedici GP25 verrà inevitabilmente orientato sulle esigenze di Marquez. Il rischio, per Bagnaia, è quello di trovarsi sempre più ai margini del progetto tecnico, esattamente come accadde in passato ad altri compagni illustri di Marc.
Il sorpasso è servito
Il Mugello 2025 potrebbe essere ricordato come il momento in cui Ducati ha cambiato volto. Pecco Bagnaia, eroe degli ultimi anni e simbolo della rinascita rossa, sta scivolando nell’ombra, mentre Marquez – un tempo avversario acerrimo – si è preso la scena. E con essa, anche la fiducia del box.
A dirlo è anche la classifica: nessun pilota nella storia della MotoGP ha mai recuperato più di 100 punti di distacco in un campionato. Bagnaia lo fece nel 2022, ma in condizioni completamente diverse. Oggi, di fronte ha il pilota più titolato della griglia, armato della miglior moto.
Prossima tappa: Assen, pista tecnica e velocissima, dove il feeling con l’anteriore sarà fondamentale. Bagnaia lo sa, e non si nasconde: «Assen potrebbe essere un incubo. Se il problema all’anteriore non si risolve, sarà dura anche lì.»
Marquez, invece, vola. Con la 93ª vittoria in carriera conquistata proprio dove tutto era iniziato 15 anni fa, lo spagnolo ha chiuso il cerchio e ha aperto un nuovo ciclo. Questa volta, in rosso.
Di fronte alla crisi di Bagnaia e all’ascesa irresistibile di Marquez, Ducati si trova oggi costretta a fare una scelta di campo. La bandiera può attendere. Il mondiale, no.
