Partito dalla terza fila, il portacolori del team VR46 Racing ha costruito il podio giro dopo giro, resistendo con determinazione nella prima parte di gara e lanciando l’attacco decisivo a Francesco Bagnaia nel cambio di direzione tra curva 6 e 7, a due giri dalla fine.
«È sempre stato un sogno salire su questo podio», ha raccontato emozionato a MotoGP.com nel programma After the Flag. «Da piccolo guardavo Vale [Valentino Rossi], Capirex [Loris Capirossi] e Max [Biaggi] qui sul podio con tutta la gente sotto… era un sogno.»
Di Giannantonio ha vissuto da protagonista l’atmosfera unica del Mugello, con i tifosi ad acclamare i piloti sul rettilineo principale. «Abbiamo una tradizione incredibile qui, ed è stato davvero emozionante. Ho lavorato tanto per arrivare a questo momento.»
Fondamentale per questo risultato è stato il test di Aragon, dove il team ha trovato soluzioni tecniche importanti per migliorare il rendimento della Ducati GP25. «Siamo riusciti a fare un grande passo avanti nel test di Aragon, e già nella Sprint di sabato avevo visto che potevamo essere veloci. Per questo ero contento, ma anche un po’ arrabbiato: volevo il podio anche lì.»
La determinazione del pilota VR46 è esplosa nel finale: «Negli ultimi 7-8 giri ho dato tutto. Guardavo il tabellone e vedevo ‘P4’, e mi sono detto: “Al Mugello non può finire così. O P3 o niente.” Uno dei miei meccanici ai tempi della Moto3 diceva sempre: ‘Champagne o ghiaia’. E oggi ho giocato il tutto per tutto.»
Strategia e attacco decisivo
La gara di Di Giannantonio è stata una lenta rimonta: dopo i primi 10 giri si trovava a circa due secondi dalla lotta per il podio, ma non ha mai mollato. L’attacco su Bagnaia è arrivato quando ha percepito il momento giusto.
«Ho visto che Pecco stava faticando un po’. Sembrava fare l’elastico con Alex [Marquez], e quando succede non riesci a trovare il tuo ritmo. Ho capito che aveva qualche problema con l’anteriore, anche se in frenata era ancora molto forte. Ho usato il posteriore al massimo per recuperare, e quando l’ho visto un po’ più ‘rilassato’ mi sono detto: “È il momento.” Ce l’abbiamo fatta, e sono davvero contento.»
“Potevo lottare per la vittoria?”
Nonostante la gioia per il podio, Di Giannantonio ha lasciato trapelare un filo di rammarico per la qualifica, ritenendo che una partenza più avanzata avrebbe potuto permettergli di lottare per la vittoria.
«Non voglio dire che avrei vinto per forza, perché con i “se” e con i “ma” non si va lontano», ha dichiarato a After the Flag. «Marc [Marquez] ha vinto ed è stato fantastico, ma anche lui aveva qualche difficoltà con l’anteriore, soprattutto nelle curve a destra, come abbiamo visto nelle analisi Ducati. Quindi forse, e dico forse, se fossi partito più avanti, avrei potuto provarci.»
In conferenza stampa ha poi aggiunto: «La mia gara è stata lunga, come sempre quando non fai una qualifica super. Ora diciamo tutti: “Con qualche giro in più avrei potuto prendere anche Alex [Marquez]”, ma la verità è che devo partire più avanti. Almeno nelle prime due file, se voglio lottare davvero con loro. Le rimonte sono belle, spingi al massimo la moto e te stesso, ma non è così che si vincono le gare.»
Il terzo posto del Mugello segna un punto di svolta per il pilota italiano, che punta ora a ridurre il gap dai top rider del campionato. «È una motivazione enorme per le prossime gare. Dobbiamo continuare così, e io voglio continuare a chiudere il gap con chi ci sta davanti», ha concluso.
Fabio Di Giannantonio, oggi più che mai, sogna in grande. E il podio di casa potrebbe essere solo l’inizio.
