«Venerdì avevo detto che sarebbe stato un fine settimana difficile, e avevo ragione». Così Joan Mir ha sintetizzato un Gran Premio d’Italia tutt’altro che semplice per Honda. L’undicesimo posto finale del maiorchino è stato il miglior risultato possibile in un weekend in cui nessuna delle quattro RC213V è riuscita ad accedere direttamente alla Q2. Il dominio delle moto europee, Ducati in testa, ha lasciato poco spazio alle giapponesi, ancora una volta in affanno sul tracciato toscano.
La pista del Mugello, con i suoi lunghi rettilinei, ha messo a nudo uno dei principali punti deboli del prototipo giapponese: l’accelerazione. «Nei rettilinei perdiamo quasi tre decimi al giro, ed è tantissimo», ha ammesso Mir, visibilmente frustrato. Un distacco che ha condizionato l’intero fine settimana della casa dell’ala dorata, costretta a rincorrere in ogni sessione. L’impressione, confermata dallo stesso pilota, è che il team stia lavorando con consapevolezza dei propri limiti, ma che la strada per il riscatto sia ancora lunga.
Il Gran Premio d’Italia rappresentava una tappa fondamentale per valutare i progressi della RC213V su un tracciato veloce, a confronto con quanto visto su circuiti più guidati come Le Mans o MotorLand. Ma la realtà è rimasta in linea con le aspettative: Honda ha faticato e il bilancio è stato amaro. Tuttavia, lo staff tecnico ha sfruttato il weekend come un banco di prova, introducendo numerose novità. Mir ha provato diverse configurazioni, incluso un forcellone nuovo, per poi tornare alla versione del venerdì per la gara.
Nonostante il distacco di 22,8 secondi da Marc Márquez, vincitore della gara, Honda ha mostrato un lieve miglioramento rispetto al 2023. Un anno fa, la migliore moto della casa giapponese – quella di Johann Zarco – tagliò il traguardo con oltre 31 secondi di ritardo da Bagnaia. Un progresso minimo, ma che lascia spazio a qualche speranza in vista dei prossimi appuntamenti.
La prossima sfida si correrà ad Assen, dove Honda porterà nuove componenti e punterà a un risultato più ambizioso. «Con quello che avevamo, è stata una gara solida e la squadra ha fatto un grande lavoro», ha concluso Mir, fiducioso di poter invertire la rotta già dalla prossima tappa del Mondiale.
