Carlos Sainz Sr. ha annunciato ufficialmente che non si candiderà alla presidenza della FIA nelle elezioni previste per la fine del 2025. Il due volte campione del mondo rally e vincitore della Dakar aveva seriamente valutato l’ipotesi di sfidare l’attuale presidente Mohammed Ben Sulayem, ma ha deciso di fare un passo indietro, citando “circostanze non ideali” e i suoi impegni sportivi ancora attivi.
La notizia era stata anticipata a maggio da Autosport, che aveva rivelato come il 63enne spagnolo stesse considerando una candidatura per rinnovare la leadership dell’organo di governo del motorsport. Tuttavia, la crescente pressione politica e un fronte compatto a sostegno di Ben Sulayem – formalizzato da una lettera firmata da 36 club automobilistici – hanno spinto Sainz a rinunciare.
«Con questo messaggio voglio confermare pubblicamente che ho deciso di non candidarmi alla presidenza della FIA nelle elezioni di quest’anno», ha scritto Sainz in una lettera aperta diffusa sui social.
«Ho lavorato duramente in questi mesi per comprendere a fondo la situazione della FIA e le complessità che un incarico così importante comporta. Dopo una riflessione approfondita, ho concluso che le circostanze attuali non sono favorevoli per costruire le basi di una candidatura solida.»
Sainz ha inoltre sottolineato come una candidatura lo avrebbe costretto a sacrificare la preparazione per la prossima Dakar, compromettendo la sua attuale collaborazione con Ford e il team con cui corre.
«Essere realistico significa riconoscere i limiti di ciò che è possibile in questo momento. La mia dedizione al motorsport resta intatta, così come il desiderio di contribuire al cambiamento. Credo fermamente che la FIA abbia bisogno di importanti riforme e continuerò a seguire con attenzione ciò che accadrà nei prossimi anni.»
Il ritiro di Sainz apre la strada a un secondo mandato quasi certo per Mohammed Ben Sulayem, che ricopre il ruolo di presidente dal 2021. La sua gestione è stata spesso al centro delle polemiche: dalle tensioni interne e dimissioni di figure chiave, fino al recente licenziamento della direttrice per sostenibilità, diversità e inclusione, Sara Mariani.
Ben Sulayem è stato inoltre criticato per alcune decisioni controverse, come l’esclusione di membri FIA da riunioni ufficiali e le restrizioni imposte ai piloti, inclusa la discussa norma che vieta le imprecazioni pubbliche.
Nonostante si sia tirato indietro dalla corsa per la presidenza, Carlos Sainz ha ribadito il suo impegno per il mondo del motorsport e per una mobilità più sicura e sostenibile: «Continuerò a sostenere il mio sport e a cercare di contribuire in modo significativo, in ogni forma possibile.»
Per ora, dunque, la sfida alla leadership della FIA resta congelata. Ma la voce di Sainz, leggenda dell’automobilismo e figura rispettata a livello internazionale, resta una presenza ingombrante nel dibattito sul futuro dell’organizzazione.
