Spielberg (Austria) – Toto Wolff scende in campo a difesa di Fred Vasseur, attuale team principal della Ferrari, sotto pressione dopo un avvio di stagione 2025 che non ha soddisfatto le aspettative. Il numero uno della Mercedes ha invitato la tifoseria e i media italiani a concedere fiducia e soprattutto tempo al manager francese, sottolineando che i grandi risultati richiedono pazienza e continuità.
Vasseur, alla guida della Scuderia dal 2023 dopo l’addio di Mattia Binotto, è finito nel mirino della critica per la mancanza di vittorie in questa stagione, con il Gran Premio di Monaco unico vero momento in cui la Rossa ha lottato per il successo. Nonostante ciò, la Ferrari è ancora pienamente in corsa per il secondo posto nel mondiale costruttori.
Nelle ultime settimane sono circolate indiscrezioni su un possibile cambio al vertice del team di Maranello, alimentate da alcuni quotidiani italiani. Voci immediatamente smentite con forza da Vasseur stesso, dalla dirigenza Ferrari e dai piloti Charles Leclerc e Lewis Hamilton.
Durante il weekend del Gran Premio d’Austria, Wolff ha espresso pubblicamente il suo sostegno a Vasseur. “In Formula 1 non puoi comprare il tempo”, ha detto. “Serve pazienza per permettere a un leader di strutturare il proprio lavoro. Jean Todt è arrivato in Ferrari nel 1993 e ha vinto il titolo nel 2000. Otto anni. Così funziona questo sport.”
Wolff ha anche fatto un parallelo con la situazione della stessa Mercedes, che da tre stagioni non lotta più stabilmente per il titolo: “Anche noi abbiamo weekend ottimi e altri meno buoni. Ma nessuno mette in discussione il leader. Vasseur ha bisogno di spazio. Ha appena iniziato a lavorare con figure chiave come Loïc Serra, arrivato da noi solo quest’anno. Serve tempo.”
Parole di grande stima sono arrivate anche sul piano personale: “Fred è uno dei migliori manager che io conosca. Se non fossi alla Mercedes, lo assumerei senza pensarci due volte. È una persona diretta, onesta, che sa di cosa parla.”
Wolff ha infine ricordato quanto sia difficile gestire una squadra come la Ferrari, sottolineando la pressione mediatica e l’umore altalenante dell’ambiente italiano. “In Italia guidare la Ferrari è come essere il CT della Nazionale. Se vinci sei un eroe, se perdi sei un fallito. È la passione che rende unica questa squadra, ma bisogna avere la pelle dura. Fred deve imparare ad affrontarlo, ma la verità è che non troveranno nessuno migliore di lui per questo ruolo.”
