La tensione tra Jorge Martin e Aprilia è ormai alle stelle. A pochi mesi dall’annuncio del clamoroso ingaggio del campione del mondo 2024, la relazione tra il pilota spagnolo e la casa di Noale sembra essere già al capolinea. Eppure, il CEO Massimo Rivola non chiude le porte a una possibile riconciliazione: “Anche i piloti infelici hanno lottato per titoli mondiali per anni”.
Aprilia aveva puntato tutto su Martin dopo il dietrofront di Ducati, che ha preferito promuovere Marc Marquez nel team ufficiale. L’accordo con lo spagnolo sembrava promettente fin dai test post-stagionali del 2024, dove Jorge aveva mostrato leadership e determinazione. Ma negli ultimi due mesi il rapporto si è deteriorato rapidamente.
Martin vorrebbe attivare una clausola di prestazione per liberarsi a fine 2025, complici le gare saltate per infortunio. Aprilia, però, sostiene che l’assenza prolungata annulli ogni possibilità di uscita e minaccia azioni legali qualora il pilota dovesse forzare la mano.
Durante il weekend di Assen, il manager di Martin, Albert Valera, ha rilanciato la tensione dichiarando che il pilota sarà “libero” nel 2026 e confermando i contatti con Honda. Aprilia, dal canto suo, smentisce con fermezza e ribadisce di voler far valere il contratto in tribunale se necessario.
Ma la domanda resta: questa relazione può essere salvata?
Rivola ha risposto con realismo, ma anche con una vena ironica:
“Non è una situazione comoda, certo. Ma lo abbiamo preso per motivi legati alla prestazione, e lui ci ha scelti per lo stesso motivo. Le prestazioni ci sono ancora. In passato abbiamo visto piloti infelici con il team o con il capo, che hanno comunque lottato per il titolo per anni. Quindi vediamo… per fortuna non abbiamo figli!”
Un riferimento chiaro alla complessità di certe dinamiche, ma anche alla possibilità che, pur in un clima teso, il professionismo prevalga.
I precedenti storici non mancano:
- Jorge Lorenzo lottò per il titolo 2016 con Yamaha, nonostante i malumori dopo il controverso finale del 2015.
- Valentino Rossi vinse nel 2003 con Honda pur sentendosi marginalizzato dal costruttore.
- Maverick Viñales, invece, concluse in modo burrascoso la sua avventura con Yamaha nel 2021, venendo addirittura sospeso per aver tentato di danneggiare il motore in gara.
Storie che mostrano come, talvolta, anche rapporti logori possano produrre risultati. Ma in altri casi, la rottura è inevitabile.
Per ora, Aprilia tiene il punto. Ma il futuro di Jorge Martin — e quello della casa di Noale — resta tutt’altro che definito.
