Dal debutto in MotoGP nel 2015, Maverick Viñales ha costruito una carriera all’insegna dei cambiamenti. Suzuki, Yamaha, Aprilia, e ora KTM: lo spagnolo ha corso per quasi tutte le case presenti sulla griglia della top class, riuscendo nell’impresa – rarissima – di vincere almeno una gara con tre costruttori diversi. Un percorso da “girandolone” delle due ruote, in bilico tra talento puro e occasioni mancate.
E proprio una di queste occasioni, forse la più grande, risale al 2018. In un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo AS, Viñales ha svelato un retroscena che avrebbe potuto cambiare radicalmente la sua carriera: “Nel 2018 avevo l’offerta per entrare nel team ufficiale Ducati, al fianco di Andrea Dovizioso, per le stagioni 2019 e 2020. Mi avevano convinto. Ero pronto ad accettare, ma il mio gruppo di lavoro mi spinse a restare in Yamaha. Un errore totale. Totale.”
Una scelta che Viñales oggi definisce il più grande rimpianto della sua carriera sportiva. All’epoca, Ducati era in piena fase di crescita e la sella lasciata libera da Jorge Lorenzo (diretto verso Honda) rappresentava una delle più ambite del paddock. Lo spagnolo però decise di rinnovare con Yamaha, convinto di poter vincere lì. Invece, il rapporto si deteriorò fino alla rottura a metà 2021, con conseguente rescissione anticipata del contratto e una perdita stimata intorno ai 17 milioni di euro.
Fortuna vuole che Aprilia colse l’occasione per rilanciare Viñales, offrendogli una moto per le ultime sei gare del 2021. Una scelta che si rivelò vincente: nel 2024, Viñales trionfò ad Austin, diventando il primo pilota nella storia della MotoGP moderna a vincere con tre marchi diversi. Una rinascita che lo ha portato, nel 2025, a iniziare una nuova avventura con la Tech3 KTM.
L’adattamento alla RC16 prosegue, ma i segnali positivi non mancano: in Qatar, Viñales aveva anche centrato un podio, poi sfumato a causa di una penalità per pressione irregolare degli pneumatici. E oggi, guardando indietro, non può che interrogarsi su ciò che sarebbe potuto essere.
“Non so cosa sarebbe successo se fossi andato in Ducati”, ha dichiarato. “Forse mi sarei infortunato e avrei smesso di correre. Ma tra l’atteggiamento che ho ora e una Ducati sotto, penso che avrei potuto vincere tre o quattro titoli.”
Eppure, Viñales non si piange addosso: “La vita mi ha portato qui, in KTM, e ho fatto un’evoluzione personale che mi rende orgoglioso. Mi sento in pace, in armonia. Voglio vincere, ma senza forzare. Quando sei sereno, tutto arriva.”
Oggi Maverick Viñales è un pilota più maturo, consapevole di sé, forse più forte proprio grazie alle sconfitte e alle scelte difficili. Non sapremo mai cosa sarebbe successo in rosso Ducati, ma sappiamo che il Maverick di oggi è pronto a riscrivere la propria storia – ancora una volta.
