A dieci anni dalla scomparsa di Jules Bianchi, Charles Leclerc ha voluto ricordare con parole toccanti il suo grande amico e mentore, celebrandone lo spirito combattivo e l’incredibile umanità.
I due erano legati da un’amicizia profonda, nata quando Leclerc muoveva i primi passi nel mondo del kart e guardava a Bianchi – più grande di otto anni – come a un fratello maggiore. Il rapporto tra le due famiglie è rimasto solido nel tempo, rafforzato da un legame che andava ben oltre le piste.
“Jules è sempre stato un punto di riferimento per me,” ha scritto Leclerc in una rubrica pubblicata sul sito ufficiale della Formula 1. “Quello che mi ha sempre colpito era il suo atteggiamento: non si arrendeva mai. Se non era bravo in qualcosa, si allenava ogni giorno fino a diventarlo.”
Il monegasco ha raccontato un aneddoto emblematico: “Ricordo quando giocavamo a squash. All’inizio era già molto più forte di me, ma dopo qualche mese aveva organizzato un torneo con uno dei top 20 al mondo. Era incredibile vedere quanto fosse migliorato, solo grazie al suo impegno quotidiano. È una qualità che ho sempre ammirato.”
Jules Bianchi perse la vita il 17 luglio 2015, nove mesi dopo il drammatico incidente durante il Gran Premio del Giappone a Suzuka, sotto la pioggia battente. Alla guida della Marussia, il francese uscì di pista impattando contro un mezzo di soccorso. È stato il primo pilota a perdere la vita in Formula 1 dopo la morte di Ayrton Senna nel 1994.
Oltre al talento, Leclerc vuole che il mondo ricordi l’uomo Bianchi. “Spero che Jules venga ricordato per il suo talento naturale, ma anche per la persona straordinaria che era. Non ha mai avuto l’opportunità di guidare per un top team, ma aveva tutto per arrivare al vertice. Nei suoi occhi, nel suo sorriso, si leggeva quanto fosse una brava persona.”
“Era determinato, generoso e totalmente dedicato ai suoi obiettivi. Per me sarà sempre una fonte di ispirazione.”
Il ricordo di Leclerc è l’ennesima testimonianza del vuoto lasciato da Bianchi nel paddock e tra coloro che lo hanno conosciuto davvero. Un talento spezzato troppo presto, ma mai dimenticato.
