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MotoGP, i costruttori si uniscono: chiesta a Dorna una nuova ripartizione dei ricavi e più autonomia per i team

I costruttori della MotoGP fanno fronte comune e chiedono un cambiamento strutturale nella gestione economica e sportiva del Motomondiale. Nel corso del Gran Premio della Repubblica Ceca, le cinque case ufficiali hanno firmato un documento di intenti con il quale si impegnano a negoziare con Dorna – la societĆ  promotrice del campionato – un nuovo accordo sulla distribuzione dei ricavi e sulla gestione delle licenze di partecipazione.

Il gruppo ha scelto come portavoce Lin Jarvis, ex direttore di Yamaha MotoGP e attuale consulente, che affiancherĆ  il presidente della MSMA (l’associazione dei costruttori), Massimo Rivola, nelle trattative. I due hanno giĆ  incontrato il CEO di Dorna, Carmelo Ezpeleta, presentando formalmente le richieste del nuovo ā€œblocco costruttoriā€.

Secondo quanto riportato da Autosport, la reazione iniziale di Dorna sarebbe stata tutt’altro che entusiasta. Tuttavia, i costruttori si dicono pronti a un confronto costruttivo che potrebbe riprendere giĆ  in occasione del Gran Premio d’Austria, in programma ad agosto.

Obiettivo: un ā€œConcorde Agreementā€ anche per la MotoGP

L’ambizione dei costruttori ĆØ quella di siglare un accordo simile al Concorde Agreement della Formula 1, il contratto che regola la distribuzione dei proventi commerciali tra FIA, Formula One Management e le scuderie partecipanti.

Pur restando riservato nei dettagli, il Concorde Agreement della F1 prevede, ad esempio, una ripartizione dei ricavi basata sui risultati sportivi, con differenze milionarie tra una posizione e l’altra in classifica. Inoltre, i team ricevono circa il 50% degli utili complessivi, anche se la percentuale può variare in base alle entrate globali.

In MotoGP, attualmente solo i team satellite ricevono un contributo fisso da Dorna – pari a 2,5 milioni di euro per moto, quindi 5 milioni a squadra. I costruttori ufficiali chiedono una revisione complessiva di questo schema, ritenuto inadeguato rispetto agli investimenti richiesti e all’importanza del loro ruolo nello spettacolo del Motomondiale.

La questione delle licenze e l’autonomia dei team

Oltre agli aspetti finanziari, un secondo nodo riguarda la proprietĆ  delle licenze (ā€œgrid slotsā€) che permettono alle squadre di partecipare al campionato. Attualmente questi diritti sono detenuti da Dorna, che li concede a tempo determinato (l’ultimo ciclo scade alla fine del 2026). I team chiedono ora una forma di proprietĆ  legale o almeno di garanzie più solide, che assicurino maggiore stabilitĆ  e autonomia gestionale.

Questo punto ĆØ particolarmente delicato anche in ottica investimenti: da quando Liberty Media ha annunciato l’acquisizione di Dorna (per 4,3 miliardi di euro), diversi fondi di investimento hanno mostrato interesse per l’acquisto di team indipendenti. Tuttavia, con Dorna ancora titolare delle licenze, la valutazione attuale – circa 20 milioni di euro a squadra – viene ritenuta da molti difficile da giustificare.

Una nuova era alle porte?

L’alleanza tra i costruttori arriva in un momento cruciale per il futuro della MotoGP. Il contratto attualmente in vigore scadrĆ  alla fine del 2025, ma i costruttori vogliono avviare subito un nuovo dialogo per il ciclo 2026-2030. La speranza ĆØ che l’ingresso di Liberty Media – giĆ  proprietaria della Formula 1 – possa facilitare un’evoluzione della MotoGP in termini di trasparenza, sostenibilitĆ  e attrattivitĆ  economica.

La storia della Formula 1 dimostra quanto un accordo strutturato possa cambiare le regole del gioco: il primo Concorde Agreement del 1981 pose fine a una lunga guerra tra costruttori e federazione. In MotoGP, i toni sono più concilianti, ma l’obiettivo non ĆØ meno ambizioso: ridefinire i rapporti di forza in un campionato che, oggi più che mai, guarda al futuro.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori