La Formula 1 ha annunciato ufficialmente di essere sulla giusta traiettoria per raggiungere il proprio obiettivo di zero emissioni nette di carbonio entro il 2030, grazie a una riduzione dell’impronta di carbonio del 50%.
Secondo l’aggiornamento sulla sostenibilità 2025, alla fine del 2024 la F1 aveva già ridotto le proprie emissioni del 26% rispetto al livello di riferimento del 2018. Questo significa che il campionato ha già superato la metà del percorso previsto, a metà strada dall’inizio del piano.
Se non fossero stati presi provvedimenti, le emissioni di carbonio della Formula 1 sarebbero aumentate del 10% tra il 2018 e la stagione 2024. Questo rende la riduzione reale pari al 36%, se confrontata con lo scenario inerte.
Nonostante la crescita del calendario da 21 a 24 gare e l’aumento della popolarità globale — con un pubblico passato da 4 a 6,5 milioni di spettatori dal vivo e oltre 826 milioni di fan a livello mondiale — la Formula 1 è riuscita a contenere e ridurre il proprio impatto ambientale.
Verso il 2030: tra riduzioni e compensazioni
Per raggiungere l’obiettivo net zero, la Formula 1 prevede di compensare le emissioni inevitabili tramite programmi di crediti di carbonio, seguendo le migliori pratiche scientifiche e ambientali disponibili al momento.
Ellen Jones, responsabile ESG (Environmental, Social and Governance) di F1, ha spiegato come il principio guida sia quello del miglioramento continuo, con l’obiettivo di innovare costantemente e coinvolgere le persone giuste.
“L’obiettivo, fissato nel 2018, era attivare il nostro sport verso un’azione concreta per il clima”, ha dichiarato.
“Stiamo diventando sempre più consapevoli delle emissioni di carbonio e abbiamo posto le basi per soluzioni scalabili, come il carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) e strutture condivise nel paddock”.
Jones ha sottolineato che alcune emissioni rimarranno inevitabili entro il 2030, ma saranno compensate nel bilancio totale delle emissioni attraverso approcci scientifici aggiornati e rigorosi.
Cosa succederà dopo il 2030
L’obiettivo di una riduzione del 50% entro il 2030 non è un traguardo finale, ma solo un passo intermedio. F1 ha chiarito che continuerà a spingersi oltre quella data.
“Spesso mi chiedono: ‘E dopo il 2030 cosa farete?’ Rispondo che fisseremo un nuovo obiettivo e continueremo con la stessa determinazione”, ha dichiarato Jones.
“Il nostro impegno è concreto: non stiamo pensando a 20 anni nel futuro, ma a cosa stiamo facendo nel 2025, 2026, 2027. La timeline stretta ci obbliga a ridurre quanto più possibile fin da subito”.
Cosa ha realizzato la F1 dal 2018 a oggi
Ecco i principali risultati ottenuti dalla Formula 1 nell’ambito della sostenibilità:
- –19% di riduzione delle emissioni legate ai trasporti aerei, grazie all’investimento nel carburante sostenibile per l’aviazione (SAF)
- -Utilizzo di trasmissioni remote dal centro media nel Regno Unito, che permette a circa 140 operatori di lavorare a distanza durante ogni weekend di gara
- –59% di riduzione delle emissioni grazie alla transizione verso fonti energetiche alternative nei centri di produzione dei team e dei fornitori
- –80% dei promotori di gara utilizza fonti di energia alternative (pannelli solari, biofuel, tariffe verdi)
- -Sviluppo di sistemi innovativi a basse emissioni, come biofuel, olio vegetale idrotrattato (HVO), pannelli solari e batterie, testati nel 2023 e ampliati nel 2024. Dal 2025, tali sistemi ridurranno oltre il 90% delle emissioni energetiche degli eventi europei
- -Introduzione di una flotta di camion alimentati a biofuel per le gare europee, con una riduzione media dell’83% delle emissioni relative
- –Ottimizzazione della logistica del calendario:
- -Spostamento del GP del Giappone da settembre ad aprile
- -Allineamento di Baku con Singapore
- -Accorpamento del GP del Qatar con Abu Dhabi
- -Dal 2026, il GP del Canada sarà a maggio e quello di Monaco a giugno, evitando così un ulteriore attraversamento transatlantico
- -Nel 2024, le vetture di F2 e F3 hanno corso con carburante sostenibile al 55%. Nel 2025, passeranno al 100%, in preparazione alla F1 che adotterà completamente carburante sostenibile nel 2026
- -Le auto mediche e di sicurezza della FIA operano già con un mix di carburante sostenibile al 40%
Conclusione
Con azioni concrete, obiettivi misurabili e un impegno costante all’innovazione, la Formula 1 sta dimostrando che anche uno sport globale e ad alta intensità logistica può guidare la transizione verso la neutralità climatica.
Il traguardo del 2030 non è la fine del percorso, ma una tappa verso un futuro ancora più sostenibile per il motorsport.
