Nell’accesissima battaglia per i due titoli ancora in palio della stagione 10 di Formula E — quello a squadre e quello piloti — Porsche mantiene il vantaggio su Nissan (37 punti tra i team e 29 tra i costruttori) grazie al podio conquistato da Pascal Wehrlein. Tuttavia, a sparigliare le carte a Londra ci ha pensato Jaguar. Mitch Evans ha conquistato una pole position brillante ma non concretizzata, mentre Nick Cassidy ha firmato una vittoria magistrale, la seconda consecutiva dopo Berlino e la terza nelle ultime quattro gare, salutando nel migliore dei modi il team inglese.
La pole è andata a Evans, che ha battuto un sorprendente Nyck De Vries (migliore nei liberi del mattino). Alla partenza, l’ordine è rimasto invariato: Evans davanti a De Vries, Wehrlein, Ticktum e Cassidy. Ma già al primo giro è successo di tutto: Maximilian Günther è stato centrato da Jake Hughes e poi coinvolto in un secondo contatto con Mortara, che lo ha spedito contro il muro. Il risultato? Due ritirati, Safety Car in pista e gara neutralizzata.
Nel caos iniziale, anche i McLaren e Maloney hanno riportato danni. Evans, nonostante il vantaggio del Pit Boost, ha gestito il ritmo in maniera cauta nel primo terzo di gara, creando un trenino compatto alle sue spalle. Il momento chiave è arrivato al 16° giro, quando le strategie si sono intrecciate: alcuni piloti hanno optato per il pit stop, altri per attivare il Modo Attacco. Ticktum ha colpito due volte da dietro Vergne, segnale di una gara nervosa e sempre al limite.
Dopo i passaggi obbligatori ai box, De Vries è riuscito a prendersi il comando, mentre Evans scivolava fuori dalla Top-10. A salvare l’onore Jaguar ci ha pensato Cassidy: ancora con due attacchi a disposizione contro i zero del leader, ha sfruttato il primo per sorpassare De Vries — non senza un contatto leggero. Ma la gioia in casa Jaguar è durata poco: Ticktum ha centrato anche Evans, rovinandone la gara.
La corsa di Ticktum si è conclusa nel peggiore dei modi contro le barriere nel tentativo disperato di superare Vandoorne. Il karma, se esiste, non ha tardato a farsi sentire. È tornata la Safety Car, vanificando i piani di diversi team proprio nel momento decisivo. Alla ripartenza mancavano solo quattro giri, e tranne un contatto tra Buemi e Mueller, la situazione è rimasta invariata.
Cassidy ha così tagliato il traguardo davanti a De Vries e Wehrlein, consegnando a Jaguar un successo importantissimo e tenendo ancora in bilico il finale di stagione. Ora resta una sola gara, e poi calerà il sipario sull’undicesima stagione di Formula E.
