La tanto discussa promozione di Marc Marquez nel team ufficiale Ducati per il 2025 ha diviso il paddock MotoGP, ma i risultati parlano chiaro: la decisione si è rivelata vincente. A riconoscerlo è Carlo Pernat, storico manager del motomondiale e rappresentante di Enea Bastianini, che in passato aveva criticato apertamente la scelta.
“Non ho mai nascosto di essere stato molto critico con Ducati,” ha dichiarato Pernat a MOW Magazine.
“Prendere Marquez significava tradire la filosofia dei giovani cresciuti in casa. Ma oggi bisogna dire che Gigi Dall’Igna aveva ragione. I numeri parlano chiaro.”
La teoria: Marquez per compensare i limiti della GP25
Secondo Pernat, l’ingegnere capo Gigi Dall’Igna avrebbe intuito che il progetto Desmosedici avesse ormai raggiunto il suo limite tecnico con la GP25.
“È evidente che la GP25 è una moto imperfetta,” ha spiegato.
“Probabilmente Gigi sapeva che oltre la GP24 era impossibile migliorare e facile peggiorare. Quindi è andato a prendere il pilota in grado di fare la differenza.”
Pernat chiarisce che la Ducati non è stata costruita attorno a Marquez, ma che il team ha puntato su un talento in grado di colmare i limiti tecnici con la propria guida.
“Non significa che la moto sia stata fatta su misura per Marc — è un’idea sbagliata. Ma sapendo che si rischiava un passo indietro tecnico, hanno scelto un pilota che potesse fare due passi avanti da solo.”
Numeri da record per Marc Marquez
I risultati finora danno piena ragione alla strategia Ducati: Marquez ha dominato la prima metà del campionato 2025, vincendo 19 gare su 24 (11 Sprint e 8 GP). Con 381 punti in classifica, comanda il mondiale con 120 punti di vantaggio sul fratello Alex Marquez, che corre con la GP24 nel team Gresini.
Bagnaia in difficoltà con la GP25
Al contrario, Pecco Bagnaia, due volte campione del mondo e compagno di box di Marquez, fatica a trovare il feeling sull’anteriore con la GP25. Ha conquistato solo una vittoria (COTA) e una pole (Brno), ed è attualmente terzo in classifica con un distacco di 168 punti dal leader.
La scelta di Ducati ha avuto un prezzo: ha perso Jorge Martin, passato ad Aprilia, Enea Bastianini trasferito in Tech3 KTM, e anche il team satellite Pramac, che ha sposato il progetto Yamaha.
Ma con Marquez al comando e la Desmosedici ancora protagonista, Ducati può dirsi soddisfatta della sua scommessa.
