Dopo l’annuncio ufficiale del calendario 2026 da parte della Formula 1, la Turchia si candida con forza a rientrare nel circus iridato. Il circuito di Istanbul Park, ora sotto la gestione della TOSFED (Federazione Turca degli Sport Automobilistici), potrebbe tornare protagonista già dal prossimo anno nel caso in cui una delle gare previste venga annullata. Tuttavia, le ambizioni turche non si fermano a un’apparizione occasionale: l’obiettivo è ottenere un contratto stabile e pluriennale.
Il presidente della TOSFED, Eren Uclertopragi, ha confermato in un’intervista ad Autosport che sono in corso colloqui intensi con i vertici della F1 e della FIA. “C’è un forte impegno del governo turco per riportare la Formula 1 nel Paese con un accordo permanente. Non vogliamo più essere una soluzione tampone, come accaduto nel 2020 e 2021 durante la pandemia: vogliamo una collocazione fissa nel calendario”, ha dichiarato.
Il sostegno governativo al progetto è totale. “Il presidente della Repubblica, il ministro della Cultura e Turismo e il ministro della Gioventù e dello Sport stanno supportando attivamente l’iniziativa”, ha aggiunto Uclertopragi. “Tutti i costi e le procedure saranno coperti dallo Stato. La nostra doppia funzione come promotori e autorità sportiva nazionale ci permette di garantire un’organizzazione efficiente, un vantaggio raro nel panorama delle gare internazionali.”
L’attrattiva del GP di Turchia risiede anche nella posizione geografica di Istanbul, al crocevia tra Europa e Asia, con un bacino di pubblico potenziale enorme nel raggio di poche ore di volo. La presenza di grandi costruttori automobilistici, un mercato da oltre 1,2 milioni di auto vendute all’anno e l’interesse crescente dei giovani verso la F1 rendono il Paese un’opzione strategica per il campionato mondiale.
La data ideale per la gara, secondo la TOSFED, sarebbe settembre, sfruttando il clima favorevole e l’eventuale accoppiamento logistico con il GP dell’Azerbaigian a Baku. “Un back-to-back tra Istanbul e Baku abbatterebbe i costi per i team, semplificando la logistica”, ha spiegato Uclertopragi.
La porta per un ritorno della F1 in Turchia potrebbe aprirsi concretamente nel 2027, con Zandvoort e Barcellona ancora in bilico per il futuro. Nel frattempo, la concorrenza si fa serrata: la Thailandia ha già annunciato un investimento di 1,2 miliardi di dollari per un GP a Bangkok a partire dal 2028.
Ma la Turchia non ha intenzione di fare guerra agli altri circuiti. “Non vogliamo competere con nessuno. Vogliamo solo offrire un’opportunità che sia vantaggiosa per tutti”, ha concluso il presidente della federazione.
