Motegi diventa teatro di un doppio riscatto che entrerà nella storia della MotoGP. Marc Marquez è di nuovo Campione del Mondo nella classe regina per la settima volta, la nona in carriera. Accanto a lui, sul gradino più alto del podio del Gran Premio, torna a brillare Francesco Bagnaia, autore di una gara perfetta. Sullo sfondo, un ritrovato Joan Mir regala alla Honda un podio nella gara di casa.
È una domenica che celebra la resilienza, la capacità di non arrendersi, di rialzarsi dopo ogni caduta, fisica o mentale. La stessa che ha accompagnato Marquez dal 2020 ,anno del terribile infortunio all’omero, fino a oggi. Tra operazioni, cadute, dubbi e scelte coraggiose, lo spagnolo ha completato una delle rimonte sportive più emozionanti di sempre, tornando sul trono con la Ducati ufficiale.
Dall’altra parte, Bagnaia ritrova la vittoria in gara dopo mesi di difficoltà. Il campione del mondo 2022 e 2023 ha dominato il weekend giapponese: prima la Sprint, poi il GP. Partito dalla pole su pista asciutta, ha imposto un ritmo insostenibile fin dai primi giri, costruendo un vantaggio solido.
Alle sue spalle, Marc Marquez ha studiato, aspettato, poi colpito. A 12 giri dalla fine, ha superato prima Acosta e poi Mir con autorità, conquistando la seconda posizione. L’obiettivo era chiaro: controllare, non rischiare. Anche perché nel finale, la Ducati di Bagnaia ha iniziato a emettere fumata bianca, scatenando attimi di panico nel box. Ma Pecco ha tenuto duro, ha rallentato quel tanto che bastava per restare in testa, e ha tagliato il traguardo da vincitore.
Dietro di lui, Marquez ha chiuso secondo: quanto basta per assicurarsi matematicamente il titolo mondiale 2025, il primo dal 2019. Un traguardo che nessun altro pilota aveva mai raggiunto dopo sei anni di digiuno.
Sul podio, insieme a loro, anche Joan Mir, che riporta la Honda nelle zone nobili della classifica proprio a Motegi. Quarto posto per Bezzecchi, seguito da Morbidelli e da Alex Marquez.
Il trionfo del catalano ha anche un valore storico: eguaglia Valentino Rossi per titoli nella top class, 7, e raggiunge i 9 iridati complessivi, come Ubbiali e Hailwood. Ma, soprattutto, conferma che il talento può essere eterno, se sostenuto dalla volontà di non mollare mai.
E mentre Bagnaia dimostra che i campioni non si perdono, ma si ritrovano, Marquez riscrive la sua leggenda. Non ha solo vinto un Mondiale: ha vinto contro il tempo, contro il dolore e contro le ombre del passato.
Motegi non ha celebrato una semplice gara: ha consacrato il ritorno dei campioni.
