Nel 2017, Aston Martin decide di portare all’estremo la già leggendaria Vulcan, creando un pacchetto prestazionale pensato esclusivamente per l’uso in pista: nasce così la Vulcan AMR Pro. L’hypercar britannica smette di essere considerata una semplice automobile e diventa un animale da cronometro. Progettata senza limiti normativi e regolamentari, la Vulcan AMR Pro rappresenta la sintesi perfetta di ciò che accade quando gli ingegneri rinunciano ai compromessi per inseguire la performance assoluta. Deportanza massima, reattività totale e un suono capace di vibrare nella mente di chi guida.

Una scultura in movimento
Osservarla ferma al Goodwood Festival of Speed 2018 bastava per capire che la Vulcan AMR Pro prometteva aggressività rasentando la perfezione. Muscolosa, con passaruota scolpiti e prese d’aria che hanno una forma tale da sembrare che mordono l’aria diventando una vera opera d’arte meccanica. Sotto il cofano ridisegnato e alleggerito di cinque chilogrammi pulsa un V12 aspirato da 7.0 litri, capace di oltre 830 cavalli senza alcun supporto elettrico. Il pacchetto AMR Pro non punta ad aumentare la potenza, ma a gestirla: sposta il baricentro aerodinamico, migliora la deportanza e trasforma la Vulcan in una vettura perfetta tra i cordoli.

Lo stato dell’arte aerodinamico
Ogni cliente della Vulcan AMP Pro è addestrato da un pilota professionista a comprendere la differenza tra dominare o subire una curva si misura nella gestione della deportanza. Con l’AMR Pro, la pressione verticale cresce in modo significativo rispetto alla versione standard, garantendo un’aderenza straordinaria. La vettura entra in curva più veloce, resta incollata al suolo e ne esce con una trazione impeccabile.

Prestazioni assolute
Le cifre parlano chiaro: 0–100 km/h in circa 2,8 secondi, grazie a un rapporto peso/potenza ottimizzato e a una nuova rapportatura del cambio, pensata per l’uso in pista. Ma la vera forza della Vulcan AMR Pro emerge nelle curve, dove ogni metro percorso misura la sua precisione infondendo una fiducia che solo un’auto da corsa può offrire.

La leggenda nei numeri derivati dalle piste
La Vulcan AMR Pro ha registrato un tempo di 2:07 minuti sul circuito Handling di Nardò, sotto le mani di piloti e collaudatori Aston Martin. Durante sessioni private al Nürburgring Nordschleife, il cronometro si sarebbe fermato su 6:34.378, un tempo non ufficiale ma mai smentito dalla casa madre. Questi dati, insieme alle testimonianze raccolte su circuiti come Spa-Francorchamps e Circuit of the Americas, contribuiscono a rafforzarne il mito.
Il rischio in equilibrio
Vedere la Vulcan AMR Pro arrampicarsi sulla collina di Goodwood è come assistere a uno spettacolare concerto con protagonista un V12. Per quanto gli ingegneri britannici abbiano cercato di renderla gestibile, resta una vettura brutale: ogni errore si paga caro. Domarla richiede talento e coraggio, perché tra il canto del motore e l’onda di coppia che travolge, solo la bravura nel seguire la formazione dei piloti Aston Martin può mettere in condizioni un gentleman driver di diventare pilota quasi professionista.

Un mito tra cronometro e bellezza
La Aston Martin Vulcan AMR Pro è più di una hypercar: è un monumento alla meccanica pura e alla passione per la pista. Limitata, estrema, inimitabile, rimane, a otto anni dal debutto, una delle creazioni più affascinanti e rispettate del panorama automobilistico mondiale.
