Nel panorama dell’automotive elettrico di fascia alta, la Polestar 5 segna un nuovo punto di riferimento per il marchio svedese. In un segmento dominato da colossi come Porsche, Tesla e Mercedes, Polestar sceglie di distinguersi non solo con la potenza o il design, ma con una visione olistica di innovazione, sostenibilità e autenticità. Questa GT 100% elettrica, nata da un progetto dedicato e costruita su una piattaforma in alluminio incollato sviluppata internamente, rappresenta l’essenza del lusso moderno: essenziale, tecnologico e responsabile.
In questa intervista esclusiva, il team Polestar racconta come la strategia di posizionamento, l’attenzione ai materiali sostenibili e lo sviluppo della nuova piattaforma PPA definiscano la rotta verso un futuro in cui performance e coscienza ambientale possono finalmente convivere.

Posizionamento e strategia di mercato
La Polestar 5 debutta in un segmento presidiato da marchi molto forti come Porsche, Tesla e Mercedes. In cosa si differenzia Polestar e quali sono i tratti distintivi su cui punta per conquistare clienti in un mercato così competitivo?
Polestar 5 rappresenta un punto di svolta per il marchio e incarna in modo completo la nostra visione del futuro dell’elettrico: un connubio di design, performance, innovazione e sostenibilità. È una GT 100% elettrica che nasce da un progetto dedicato — non un adattamento — e questo è già un primo elemento distintivo. La piattaforma in alluminio incollato, sviluppata internamente, ci permette di raggiungere livelli di rigidità e dinamica di guida paragonabili alle migliori sportive sul mercato, con una precisione che dà credibilità nel confronto con brand come Porsche o Mercedes.
Il design è un altro pilastro della nostra identità. Polestar 5 interpreta al meglio il linguaggio estetico scandinavo: linee pure, proporzioni equilibrate, un’aerodinamica funzionale e un abitacolo in cui la semplicità diventa sinonimo di raffinatezza. Tutto è essenziale ma nulla è minimale: ogni scelta di forma e materiale ha una ragione tecnica, estetica e sostenibile.
Proprio la sostenibilità è ciò che ci distingue in modo più profondo. Polestar 5 sarà realizzata in uno stabilimento alimentato interamente da energia rinnovabile e integra materiali riciclati e tracciabili, riducendo l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita. È una dichiarazione di responsabilità ma anche di ambizione: dimostrare che lusso e sostenibilità non solo possono coesistere, ma possono rafforzarsi a vicenda.
In un segmento dove la competizione è altissima, Polestar non vuole semplicemente “essere un’alternativa”. Vogliamo essere una scelta consapevole: per chi cerca performance e design, ma vuole anche un brand che rifletta i propri valori e il proprio modo di interpretare il progresso.

Innovazione e sostenibilità
Polestar ha costruito la sua identità sulla sostenibilità, dall’uso dei materiali innovativi alla riduzione dell’impatto ambientale. Quali soluzioni concrete sono state adottate e quali verranno implementate nella produzione della gamma, per contribuire a una mobilità davvero sostenibile che vada oltre la sola elettrificazione?
Per noi la sostenibilità non è un capitolo del progetto, ma la struttura portante su cui costruiamo ogni vettura. L’elettrificazione è solo il primo passo: la vera sfida è rendere l’intero ciclo di vita dell’auto — dalla produzione all’utilizzo, fino al fine vita — realmente sostenibile.
Oggi Polestar utilizza materiali innovativi come il flax composite, un composito naturale derivato dal lino, che sostituisce parti in plastica tradizionale e riduce peso ed emissioni. Nei rivestimenti interni adottiamo tessuti riciclati, Econyl e microTech, una pelle sintetica realizzata con basi bio e plastica riciclata. Anche la filiera dei metalli è tracciata digitalmente: usiamo blockchain per garantire la provenienza etica del cobalto, del litio e del nichel impiegati nelle batterie.
La sostenibilità per noi significa anche trasparenza: ogni modello Polestar viene accompagnato da un Life Cycle Assessment pubblico, che quantifica le emissioni di CO₂ lungo tutto il processo produttivo. È un approccio raro nel settore, ma crediamo che la trasparenza sia il punto di partenza per migliorare davvero.
In sintesi, il nostro impegno va oltre l’elettrico: vogliamo dimostrare che la performance può essere sostenibile, e che il design può essere non solo bello, ma anche responsabile.

Tecnologia e piattaforma
La nuova architettura PPA si distingue per leggerezza, rigidità e ricarica ultrarapida a 800 volt. Quali margini di sviluppo ha questa piattaforma nei prossimi anni? Possiamo aspettarci l’integrazione di batterie di nuova generazione o di tecnologie più efficienti nel medio-lungo periodo alla piattaforma attuale?
La piattaforma interna Polestar Performance Architecture (PPA) rappresenta per noi un asset strategico fondamentale, non solo per il modello lancio (Polestar 5) ma per l’evoluzione dell’intera gamma nei prossimi anni. Con il passaggio a un sistema a 800 volt già annunciato – che consente ricariche in DC fino a 350 kW e tempi stimati 10-80% attorno ai 22 minuti – abbiamo tracciato la strada verso prestazioni elevate, una migliore efficienza e dinamica più credibile nel segmento premium.
Parallelamente, stiamo continuando a investire anche sulla rete di agenti in Italia. Dopo Milano, Roma, Torino, Modena e Padova, abbiamo recentemente annunciato l’aggiunta di un nuovo Polestar Space a Bari. L’obiettivo è rendere sempre più accessibile l’esperienza Polestar, abbinando la nostra evoluzione tecnologica a una presenza fisica più capillare e qualificata sul territorio.

Accessibilità e gamma futura
La Polestar 5 parte da oltre 100.000 euro, posizionandosi in una fascia molto alta. Quali sono i piani per trasferire le innovazioni di questo modello anche verso modelli più accessibili, così da raggiungere un pubblico più ampio senza tradire la filosofia premium del brand?
Polestar 5 è la nostra ammiraglia: nasce per mostrare fino a dove possiamo spingerci in termini di design, performance e innovazione. Tuttavia, tutto ciò che sviluppiamo su questo modello non resta confinato al top di gamma — anzi, serve da piattaforma di trasferimento tecnologico per il resto della nostra offerta.
Già con Polestar 3 e Polestar 4 abbiamo iniziato questo percorso: due modelli che condividono il linguaggio stilistico e i principi di sostenibilità della 5, ma con posizionamenti differenti e complementari. Nei prossimi anni continueremo su questa strada, combinando tecnologia d’avanguardia e design scandinavo con un’offerta più diversificata.
Visione sulla mobilità elettrica globale
In Italia la transizione all’elettrico procede a rilento, anche a causa di resistenze culturali più di infrastrutture insufficienti. Qual è la visione di Polestar sul futuro della mobilità elettrica? A quali ritmi realisticamente pensa che crescerà il settore e quanto saranno necessari incentivi politici e strategie mirate, anche per il segmento premium rappresentato dalla Polestar 5?
È vero, in Italia la transizione all’elettrico procede più lentamente rispetto ad altri Paesi europei. Ma è importante distinguere tra rallentamento e contesto culturale: più che una diffidenza strutturale, c’è ancora bisogno di conoscenza, di esperienza diretta e di fiducia nella tecnologia. Quando le persone provano un’auto elettrica — e capiscono che non è una rinuncia ma un’evoluzione — il cambiamento di percezione è immediato.
Il nostro ruolo, come brand, è proprio questo: dimostrare che la mobilità elettrica può essere desiderabile, emozionante e premium, non solo razionale o “ecologica”. Con modelli come Polestar 3, Polestar 4 e Polestar 5 mostriamo che la tecnologia elettrica può elevare l’esperienza di guida, non limitarla.
Chiaramente, gli incentivi restano un valido strumento, soprattutto per accelerare la diffusione tra chi oggi vede l’elettrico come una scelta “di nicchia”. Ma serviranno anche strategie mirate, che vadano oltre il bonus economico: infrastrutture di ricarica più visibili e integrate, vantaggi concreti per chi guida elettrico e una comunicazione pubblica più chiara.
Noi crediamo che il futuro sarà inevitabilmente elettrico — non per obbligo normativo, ma per evoluzione naturale. E vogliamo che Polestar rappresenti il volto più autentico di questo cambiamento: quello in cui innovazione, sostenibilità e piacere di guida convivono senza compromessi
