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Guida all’acquisto: Omoda 9, la SUV ibrida plug-in cinese lancia la sfida al mercato premium

L’Omoda 9 è la SUV ibrida plug-in a trazione integrale cinese prodotta dal gruppo Chery. Il design è massiccio ma con la parte superiore filante e sportiva, contraddistinto da un frontale con una mascherina dalla trama a diamante. I sottili fari orizzontali sono dotati di luci diurne che formano una firma luminosa che scende verticalmente davanti ai passaruota.

Questi sono uniti da una parte all’altra del frontale da una striscia a LED che attraversa tutto il muso della vettura. Per migliorare l’efficienza aerodinamica, le porte hanno le maniglie a scomparsa, mentre il lunotto posteriore inclinato è sovrastato da un vistoso spoiler. Le luci posteriori hanno una barra luminosa che collega i fanali da parte a parte. Nella zona bassa del fascione paracolpi si trovano quattro terminali di scarico.

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Interni e tecnologia: comfort e connettività

Gli interni hanno un pannello curvo che domina la plancia da 24,6″, integrando il monitor per il quadro strumenti e il sistema multimediale. Per entrambi gli elementi, le interfacce grafiche hanno ampi margini di miglioramento. La strumentazione ha troppe icone e indicazioni piuttosto piccole, mentre lo schermo centrale a sfioramento ha una logica di utilizzo poco intuitiva.

Ci sono ampie possibilità di usare lo smartphone attraverso una carica con piastra a induzione e le solite quattro prese USB: due davanti e due per i posti dietro, sia di tipo A che di tipo C. L’abitacolo è ben rifinito grazie ai rivestimenti in pelle Nappa con materiali morbidi per la plancia, con la possibilità di avere tre persone comode nella zona posteriore. Sul divano si sta comodi grazie al pavimento piatto che non limita lo spazio sopra la testa dei passeggeri, nonostante ci sia il tetto apribile in vetro di serie.

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Bagagliaio: spazioso ma con limitazioni

Il bagagliaio è ampio, largo e profondo, ma piuttosto limitato in altezza a causa della presenza della batteria del sistema ibrido. Inoltre, non sono previsti alcuni elementi funzionali come i ganci per fermare i bagagli, ma soprattutto manca un passaggio per caricare gli oggetti più lunghi.

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Powertrain ibrido: 537 CV e oltre 100 km in elettrico

Il powertrain ibrido plug-in di tipo misto serie/parallelo eroga 537 CV e 650 Nm, offrendo una spinta poderosa. La particolarità del sistema dell’Omoda 9 è la presenza di un motore 4 cilindri 1.5 turbo a benzina da 143 CV e di tre motori elettrici: due all’anteriore da 102 e 122 CV, mentre sull’assale posteriore è presente una seconda unità di potenza da 238 CV, alimentata da una batteria da 34,5 kWh che consente di percorrere oltre 100 km in sola modalità elettrica. La limitata potenza del motore a benzina e il peso elevato consentono all’Omoda 9 di avere l’omologazione per neopatentati.

Comportamento su strada: prestazioni brillanti, dinamica migliorabile

La sicurezza è garantita da un impianto frenante adeguato alle prestazioni, ma soprattutto con un pedale molto ben modulabile. In curva, invece, l’Omoda 9 non mostra un comportamento particolarmente votato alla dinamica a causa dello sterzo non troppo preciso, ma soprattutto a causa del peso di 2,3 tonnellate che ne limitano l’agilità in curva nonostante un assetto piuttosto rigido. Di contro, il comfort acustico è buono. L’Omoda 9 è offerta in un unico allestimento già completo, compreso di una nutrita batteria di ADAS. L’unica scelta riguarda quindi il colore della carrozzeria e quello degli interni.

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Prezzo e prestazioni: un rapporto imbattibile

Nel suo segmento di mercato, l’Omoda 9 ha un rapporto prestazioni-prezzo imbattibile. Avere una potenza di 537 CV a 51.900 euro significa costare meno di una Hyundai Santa Fe plug-in che di cavalli ne dichiara 253 CV o di una Toyota RAV4 che sale a 306 CV. Le prestazioni sono da vettura GT con l’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi, un’autonomia di 1.130 km e, per finire, una dotazione tutto compreso.

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Confronto con i competitor: chi vince?

La vera alternativa è rappresentata dalla connazionale BYD Seal U a un prezzo più basso di 12.000€ e un’autonomia totale simile di 1.100 km, mentre la Hyundai Santa Fe resta ideale per gli automobilisti che necessitano di 7 posti veri e massimo spazio.

Le giapponesi Toyota RAV4 e Mazda CX-60, pur eccellenti per affidabilità e qualità, sono care rispettivamente a 53.100€ e 53.850€ e con potenze limitate rispettivamente a 306 e 327 CV, mentre la rivale europea Skoda Kodiaq è decisamente fuori dai giochi con i suoi 204 CV, ma resta competitiva per lo spazio del bagagliaio.

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Conclusioni: il futuro è cinese?

Omoda dimostra che l’auto cinese ha una tecnologia all’avanguardia, grazie all’inedito sistema Super Hybrid che garantisce prestazioni sportive e autonomie record a prezzi aggressivi. Il marchio del gruppo Chery ha ridisegnato il segmento delle SUV plug-in ad alte prestazioni, ridefinendo gli standard del settore.

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