Lewis Hamilton guarda al futuro con una speranza chiara: che la rivoluzione tecnica del 2026 non si trasformi nell’ennesimo calvario. Il sette volte campione del mondo ha ammesso apertamente di “pregare” affinché la prossima generazione di monoposto non replichi le difficoltà che hanno segnato gli ultimi anni della sua carriera.
L’inizio della nuova era regolamentare nel 2022 avrebbe dovuto consacrare Hamilton come punto di riferimento anche sotto le nuove regole, dopo quattro titoli vinti in cinque stagioni. Invece, proprio quel cambio normativo ha coinciso con il brusco ridimensionamento della Mercedes, scivolata lontano dal vertice, e con le difficoltà del britannico nel trovare il giusto feeling con una vettura mai davvero competitiva.
I problemi non si sono esauriti con l’addio al team di Brackley. Il passaggio in Ferrari, atteso come una possibile rinascita, non ha finora cancellato le complicazioni tecniche e di prestazione. Da qui lo sguardo rivolto al 2026, quando la Formula 1 affronterà uno dei reset regolamentari più radicali della sua storia, con il cambiamento simultaneo di aerodinamica e power unit.
«Questa generazione di vetture è stata probabilmente la peggiore», ha spiegato Hamilton. «Sto pregando che la prossima non sia peggiore». Parole che fotografano senza filtri il rapporto complicato tra il campione inglese e le monoposto dell’era recente.
Hamilton sa bene che ogni rivoluzione porta con sé opportunità e pericoli. «Tutto dipende da come un team interpreta le regole», ha sottolineato, richiamando esperienze vissute in prima persona. Emblematico il caso McLaren nel 2009, quando una lettura troppo ottimistica del regolamento sul carico aerodinamico si tradusse in una stagione subito in salita. «Pensavamo di aver centrato gli obiettivi, poi al primo test non c’era downforce ed eravamo lontanissimi», ha ricordato.
Non tutti i cambi di regolamento, però, sono stati negativi. Il 2014 rappresenta ancora oggi uno dei momenti più esaltanti della sua carriera, grazie all’inizio dell’era ibrida e a un progetto Mercedes costruito con largo anticipo, soprattutto sul fronte motoristico. Anche il 2017 resta un riferimento positivo: vetture più grandi, più larghe e con molto più carico aerodinamico, capaci di esaltare la guida.
Ora, alla vigilia di un nuovo capitolo tecnico e sportivo, Hamilton affida al 2026 la speranza di un’ultima grande occasione. Perché, dopo anni di compromessi e frustrazioni, il britannico vuole tornare a misurarsi con una Formula 1 capace di valorizzare talento ed esperienza, e non di limitarli.
