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Guenther Steiner: “La MotoGP è uno sport unico. Qui il pilota fa davvero la differenza”

Guenther Steiner ha iniziato ufficialmente la sua nuova avventura in MotoGP. L’ex team principal della Haas in Formula 1 ha assunto dal 1° gennaio il ruolo di CEO e co-proprietario del team Tech3, parlando apertamente di ciò che rende il Motomondiale così speciale rispetto ad altre categorie del motorsport.

Steiner ha spiegato di essere da sempre un grande appassionato della MotoGP, affascinato soprattutto dall’intensità delle gare e dal livello dei piloti. “È uno sport incredibilmente emozionante – ha dichiarato – le gare sono molto combattute e il talento dei piloti emerge in maniera chiara. In MotoGP conta molto di più il pilota rispetto alla Formula 1”.

Secondo Steiner, il confronto diretto in pista è uno degli elementi distintivi della categoria regina delle due ruote. “I piloti combattono uomo contro uomo sulla moto, spesso a distanza ravvicinata. È qualcosa di davvero spettacolare da vedere”. Anche dal punto di vista tecnico, la MotoGP lo ha sempre affascinato: “Le moto sono dei veri mostri. Ho sempre amato questo sport, ma non avevo mai avuto l’occasione di entrarci. Quando si è presentata l’opportunità, ho deciso di provarci”.

Tech3 è il team privato più longevo della MotoGP e potrà contare ancora sull’esperienza del fondatore Hervé Poncharal, che resterà come consulente al fianco di Steiner e del nuovo team principal Richard Coleman. “Hervé è una persona straordinaria, con una grandissima esperienza – ha spiegato Steiner –. Il fatto che rimanga con noi è un enorme vantaggio”.

Nel corso della sua storia, Tech3 ha ottenuto vittorie in tutte le classi del Motomondiale, comprese due affermazioni in MotoGP con Miguel Oliveira nel 2020. Nella scorsa stagione il team è stato protagonista con la leadership di un Gran Premio grazie a Maverick Viñales e con un podio conquistato da Enea Bastianini.

Steiner ha poi sottolineato quanto la MotoGP sia un campionato aperto e competitivo, citando il titolo mondiale 2024 vinto da Jorge Martin con il team Pramac, primo pilota a conquistare il mondiale MotoGP con una squadra indipendente. “Questo dimostra che anche un team privato può vincere il campionato. Se lavori bene, puoi arrivare al successo”.

Il manager altoatesino ha però invitato alla pazienza: “Serviranno dai tre ai cinque anni per costruire tutto e rendere il progetto solido. In MotoGP ci sono persone con una grande esperienza e l’esperienza non si compra, serve tempo”.

Steiner ha aggiunto che nei primi mesi il suo obiettivo sarà imparare e comprendere a fondo il nuovo ambiente. “Porto con me quasi 40 anni di esperienza nel motorsport, ma prima devo capire cosa la MotoGP può trarre da me. I primi sei mesi li passerò osservando e imparando, con grande rispetto per chi lavora in questo paddock da anni”.

Infine, Steiner ha parlato dei due grandi protagonisti della storia recente della MotoGP: Valentino Rossi e Marc Márquez. Quest’ultimo, capace di eguagliare i nove titoli mondiali di Rossi, è stato paragonato a una delle stelle della Formula 1. “Marc Márquez è il Max Verstappen della MotoGP – ha concluso – ha quel qualcosa in più. Valentino, invece, era unico: un personaggio straordinario, capace di fare qualsiasi cosa su una moto”.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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