Il team manager del Ducati Lenovo Team, Davide Tardozzi, è tornato a parlare dei fischi rivolti a Marc Marquez durante il Gran Premio d’Italia, definendoli “un momento molto difficile” e ribadendo il proprio disagio nel vedere riemergere, a distanza di dieci anni, le tensioni nate dal celebre scontro con Valentino Rossi nel 2015.
La stagione MotoGP 2025 è stata una delle più dominanti nella storia della Ducati. La Casa di Borgo Panigale ha conquistato 17 vittorie su 22 Gran Premi, centrando tutti e tre i titoli mondiali e firmando la seconda miglior stagione di sempre nella classe regina.
Protagonista assoluto è stato Marc Marquez, capace di vincere 11 GP e 14 Sprint, laureandosi campione del mondo MotoGP con cinque round di anticipo e conquistando il suo settimo titolo nella top class.
Nonostante i successi, il rapporto tra Marquez e parte del pubblico italiano resta segnato dagli strascichi del 2015. A Mugello e Misano, il pilota spagnolo è spesso accolto con freddezza e contestazioni. Una situazione riemersa in modo evidente nel 2025, quando Marquez è stato fischiato dal pubblico del Mugello durante i festeggiamenti per la vittoria nella Sprint Race, episodio che portò Tardozzi a intervenire pubblicamente contro i tifosi.
In un documentario DAZN dedicato alla stagione 2025 di Marquez, il dirigente Ducati è tornato su quel momento:
«È stato un momento molto difficile per me, perché quando ho visto la tribuna del Mugello, con oltre il 50% delle persone vestite di rosso, ho provato grande amarezza».
Tardozzi ha sottolineato come un pilota del calibro di Marquez, per di più in sella a una Ducati e vincitore della gara, non dovrebbe essere contestato:
«Un pilota come Marc, che corre con la Ducati a Mugello e vince, non dovrebbe essere fischiato. Sono davvero stanco di questo ricordo del 2015».
Il team manager ha poi rincarato la dose, invitando a voltare pagina:
«Basta così. Non sei un vero appassionato di moto se continui a vivere su quel passato. Dopo dieci anni, è ora di smetterla».
Secondo Tardozzi, le responsabilità di quanto accaduto nel 2015 non possono essere attribuite a una sola parte:
«La colpa è divisa al 50%. Marc ha commesso degli errori e Valentino Rossi ne ha commessi altri. Per questo dico: basta, davvero».
Un messaggio chiaro, che punta a chiudere definitivamente una ferita ancora aperta nel mondo MotoGP, nel nome del rispetto sportivo e dei valori della competizione.
