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MotoGP, Marc Márquez pensa al ritiro: “Il mio corpo mi fermerà prima della mia mente”

Marc Márquez guarda al futuro con la consapevolezza di chi ha già scritto la storia della MotoGP. Il sette volte campione del mondo ha ammesso che il momento del ritiro potrebbe arrivare prima del previsto, non per mancanza di motivazioni, ma per i limiti che il suo corpo potrebbe imporgli negli anni a venire.

A 32 anni, il pilota spagnolo è reduce da uno dei comeback più straordinari della storia recente del motociclismo. Nella scorsa stagione ha infatti conquistato il suo settimo titolo nella classe regina, cinque anni dopo il grave infortunio al braccio del 2020 che aveva seriamente messo a rischio la sua carriera. Nonostante l’assenza nelle ultime quattro gare del 2025 a causa di un problema alla spalla, Márquez si presenta al via del 2026 come il grande favorito per la conquista del titolo.

Il suo futuro è al centro del dibattito anche per motivi contrattuali: l’accordo con Ducati scadrà al termine della stagione, alla vigilia del profondo cambiamento regolamentare previsto per il 2027. Tutto lascia pensare a un rinnovo con la casa di Borgo Panigale, ma durante un’intervista concessa all’emittente spagnola La Sexta è emerso con forza il tema del ritiro.

“La cosa più difficile per un atleta è sapere quando e come ritirarsi”, ha spiegato Márquez. “Io so già che mi ritirerò prima, perché il mio corpo mi spingerà più della mia mente. Mentalmente mi sento fortissimo, ma dovrò valutare anno dopo anno come risponde il fisico”.

Il campione catalano ha poi sottolineato come, nonostante i numerosi rischi corsi in carriera, gli infortuni siano stati relativamente “clementi” fino alla fase finale del suo percorso sportivo. Un equilibrio delicato, che potrebbe però rompersi con il passare del tempo.

Nel corso della stessa intervista, Márquez ha parlato anche della sua vita privata e del desiderio, espresso recentemente, di diventare padre. Un sogno che però non si accompagna alla volontà di vedere un figlio sulle sue stesse orme.

“Non vorrei che diventasse un pilota”, ha confessato. “Portare il mio cognome sarebbe un peso enorme. Avrebbe dei vantaggi, anche economici, ma non gli mancherebbe nulla, e senza difficoltà non si ha la stessa fame”.

Parole che raccontano un Márquez più riflessivo, consapevole del peso della propria eredità sportiva e umano nel riconoscere i limiti di un corpo che, prima o poi, potrebbe chiedergli di fermarsi.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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