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Ducati prepara un aggiornamento significativo sulla moto 2026: focus su prestazioni e stabilità

Durante l’evento di lancio della MotoGP 2026 a Madonna di Campiglio, i responsabili tecnici di Ducati, Gigi Dall’Igna e Davide Barana, hanno anticipato un aggiornamento importante del ride height device, componente chiave per la gestione dell’assetto e della dinamica della moto.

La nuova livrea della Desmosedici GP26, che riporta le iconiche strisce da corsa Ducati, segna l’inizio di una stagione in cui la Casa di Borgo Panigale punta a consolidare la propria superiorità tecnica.

La stagione 2025 ha visto Ducati dominare il Mondiale, con Marc Marquez autore di 11 vittorie e del suo settimo titolo mondiale, mentre il team factory ha totalizzato 13 successi complessivi. Al contrario, Pecco Bagnaia ha registrato una stagione difficile, contribuendo solo con due vittorie e chiudendo al quinto posto, peggior piazzamento in carriera con la Ducati factory. Il pilota torinese ha faticato a trovare il giusto feeling con l’anteriore, compromettendo l’efficacia della sua rinomata capacità di frenata.

Durante il 2025, Ducati ha adottato diverse soluzioni per adattare la GP25 alle esigenze di Bagnaia, inclusa la reintroduzione di componenti in specifica 2024. Tuttavia, le modifiche non hanno completamente risolto le problematiche, e Dall’Igna ha indicato il ride height device come il principale fattore limitante della performance.

Ride height device 2026: evoluzione tecnica e prestazioni

Secondo quanto dichiarato da Davide Barana, l’obiettivo dell’aggiornamento per la GP26 è duplice:

  • Ridurre le vibrazioni del telaio, migliorando la stabilità generale della moto, specialmente su circuiti ad alta velocità come Assen e Phillip Island;
  • Ottimizzare il comportamento dinamico durante la percorrenza di curva e le fasi di frenata, massimizzando la performance complessiva del pilota.

“Porteremo l’ultima e più sofisticata versione del nostro ride height device prima del divieto previsto nel 2027,” ha spiegato Barana.

Dall’Igna ha sottolineato l’importanza della componente:

“Il ride height device è una parte fondamentale per le prestazioni. Ogni anno lo modifichiamo perché ha un impatto determinante sul comportamento della moto. È un sistema molto intelligente che, purtroppo, dovremo eliminare a fine stagione a causa delle regole.”

Ducati è stata pioniera nell’introduzione della tecnologia del ride height device, inizialmente nel 2018, sviluppandolo poi sia per l’anteriore che per il posteriore, e consentendone l’utilizzo anche in pista durante il giro. I dispositivi anteriori sono stati vietati nel 2024, mentre quelli posteriori saranno aboliti con le nuove normative del 2027.

Il pilota torinese si è detto molto soddisfatto della GP26 testata lo scorso novembre a Valencia, definendola la migliore Desmosedici da lui guidata dal 2022, sottolineando i progressi in termini di stabilità e feeling rispetto alla moto della stagione precedente.

Con questo aggiornamento, Ducati mira a fornire a Marquez e Bagnaia una piattaforma più bilanciata e performante, capace di affrontare le sfide della prossima stagione con maggiore affidabilità e precisione tecnica.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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