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F1, Lowdon rassicura: “Il motore Ferrari è pienamente legale”. Ma cresce la polemica sulle power unit

La Formula 1 non è ancora scesa in pista, ma la stagione 2026 è già al centro delle polemiche. Con l’arrivo del nuovo ciclo regolamentare su motori e aerodinamica, il paddock vive un clima di forte tensione, alimentato dai sospetti su presunte zone grigie sfruttate da alcuni costruttori.

Al centro della discussione ci sarebbero Mercedes e Red Bull, accusate di aver individuato una possibile scappatoia regolamentare legata al rapporto di compressione dei nuovi motori. Secondo indiscrezioni, le due case sarebbero in grado di far funzionare le proprie power unit a un rapporto superiore al limite consentito di 16:1 in determinate condizioni operative, eludendo così i controlli di legalità.

Uno scenario che preoccupa soprattutto i team clienti e i nuovi costruttori, ma non la Cadillac. Il team americano, che debutterà in Formula 1 nel 2026 con motori Ferrari, ha voluto rassicurare l’ambiente tramite le parole del suo team principal Graeme Lowdon.

“Di una cosa sono molto sicuro e felice: abbiamo un motore completamente legale”, ha dichiarato Lowdon a Sky Sports News. “Sappiamo che Ferrari ha seguito il regolamento alla lettera sul tema del rapporto di compressione. Questo ci dà grande fiducia”.

Cadillac, così come Haas, utilizzerà le power unit Ferrari nella sua prima stagione nel Circus. Un legame che Lowdon ha definito solido e strategicamente importante:

“Ferrari non è solo un fornitore di motori. Ci offre supporto tecnico, competenze e persone che entrano a far parte del progetto. È un partner straordinario e un nome iconico della Formula 1”.

Mentre Cadillac si mostra serena, non tutti condividono lo stesso ottimismo. Audi, che dal 2026 sarà ufficialmente presente in F1 dopo aver acquisito Sauber e aver sviluppato internamente la propria power unit, ha espresso preoccupazione per un possibile vantaggio competitivo della Mercedes.

“Se queste voci fossero fondate, si tratterebbe di un divario significativo in termini di prestazione e tempo sul giro”, ha dichiarato Mattia Binotto, responsabile del progetto Audi F1. “E questo avrebbe un impatto concreto quando entreremo in competizione”.

La FIA osserva con attenzione l’evolversi della situazione, mentre si parla già di possibili incontri urgenti tra team e federazione per chiarire l’interpretazione dei regolamenti tecnici.

La stagione 2026, che dovrebbe segnare una nuova era della Formula 1, rischia dunque di iniziare all’insegna delle tensioni politiche e delle battaglie regolamentari, prima ancora che sportive.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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